Toninelli vomita veleno contro Salvini in tv. La Lega reagisce: «Fai schifo, vergognati»

venerdì 31 luglio 9:32 - di Gianluca Corrente
Toninelli

Danilo Toninelli, sempre peggio. Approfitta delle telecamere per attaccare Salvini con il solito veleno. Il linguaggio è tipico del vaffa grillini. E si becca un «fai schifo» dalla Lega. Sostiene «che Salvini sia il più grosso marchettaro della politica. Vive soltanto di consenso creato dalla macchina della propaganda, funge soltanto da risonanza delle parole non dei fatti». Sono le durissime parole che l’ex ministro pronuncia in collegamento con Stasera Italia, su Rete 4.

Toninelli: «Salvini pensa di essere al centro del mondo»

Questo, dopo il voto con cui il Senato ha detto sì al processo per l’ex vicepremier nel caso Open Arms. «Salvini commette un errore personale, pensa di essere al centro del mondo. Se fa una stupidaggine, va davanti ad un tribunale. Noi veniamo additati come quelli che hanno cambiato idea», dice Toninelli.

«Era in piazza o in spiaggia a bene mojito»

«Io ho seguito il caso della Diciotti. Era l’estate 2018 e io con Salvini parlavo continuamente. Io gestivo l’attracco delle navi fino a terra e lui gestiva l’ordine pubblico a terra, si parlava con Conte. Ha fatto il casino con l’Open Arms ad agosto 2019, non lo vedevamo in Consiglio dei ministri dal 17-18 luglio. Lui era in piazza o in spiaggia a bere mojito, aveva già creato una crisi di governo e ha fatto tutto da solo», aggiunge.

La risposta della Lega: «Fai schifo, vergognati»

Immediata la reazione della Lega, dal proprio profilo Twitter. «Questo signore su Rete 4 ha appena affermato che Salvini è il più grande march ettaro della politica», si legge in un post abbinato ad una foto di Toninelli. «Bene, non abbiamo dubbi. Toninelli, vergognati: fai schifo».

Il web lo impallina: «Toninelli, il politico dei 9 voti»

Sul web partono gli sfottò. Del resto Toninelli non ha mai avuto grande seguito. In molti lo etichettano come “miracolato”. Questo perché alle regionali 2010 lombarde si candidò alla carica di consigliere regionale ed ebbe solo 84 voti. Peggio ancora quando si candidò al Consiglio comunale di Crema. Lì i voti furono solo 9.

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