Scuola, la nuova tragicomica figuraccia della Azzolina (che però resta incollata alla poltrona)

giovedì 23 luglio 9:46 - di Giorgio Sigona
Azzolina

Dai banchi moderni per tutti a nessun banco. Va in onda l’ennesima tragicomica figuraccia della Azzolina. I produttori le dicono che non è possibile realizzarli in un mese. Ci vuole molto più tempo, sono milioni. La “ministra” non ne azzecca una. E resta incollata alla poltrona nonostante non ci sia più nessuno a difenderla, tranne i Cinquestelle per quieto vivere.

Azzolina, una gaffe dopo l’altra: la scuola come il luna park

«La Azzolina, di professione gaffeur a 5 Stelle, viene smentita anche dai produttori italiani che dichiarano l’impossibilità di produrre in così poco tempo gli “economici” banchi autoscontro». Lo dichiarano i deputati di FdI Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti. «Calato il sipario sul plexiglas, la scuola pur senza i banchi autoscontro, resta pericolosamente sull’ottovalente. Questo, per colpa delle strampalate idee del suo ministro che alla scuola continua a preferire il luna park e i fenomeni da baraccone».

Le consegne rischiano di slittare di mesi

«C’è poco da fare, il ministro Azzolina le sbaglia tutte». Così, in una nota, la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli.  «Si rischia addirittura che il bando sui banchi vada deserto o che le consegne slittino di mesi. Un nuovo buco nell’acqua in attesa del prossimo. Nel frattempo studenti, famiglie, presidi e insegnanti attendono pazienti nella speranza di capire se, come e quando la scuola potrà finalmente ripartire».

L’accoppiata Azzolina-Arcuri è devastante

«Eravamo stati facili buoni profeti nel prevedere due settimane fa che la nomina a commissario per le scuole di Domenico Arcuri,avrebbe prodotto altri disastri». Lo dice il senatore leghista Roberto Calderoli. «Non bisognava essere dei geni per immaginarlo che non bastavano quattro settimane per realizzare milioni di banchi scolastici. Domanda: ma prima di fare degli annunci a casaccio il ministro Azzolina non poteva domandare ad Arcuri di informarsi? Almeno qualche telefonata. Sbagliare è umano, caro Arcuri, ma perseverare, costa caro agli italiani».

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