Sbarchi, Musumeci: “Il governo sapeva, ma non ha mosso un dito. A rischio l’ordine pubblico”

mercoledì 29 Luglio 16:04 - di Stefania Campitelli

Il governo sapeva, ma non si è mosso. Nello Musumeci torna a puntare l’indice contro Roma per la bomba scoppiata in Sicilia negli ultimi giorni. Raffiche di sbarchi quotidiani e incontrollati. Fughe dei clandestini dalla quarantena. Hotspot stracolmi. Che minacciano l’ordine pubblico e la sicurezza alla salute degli italiani.

Musumeci: gli sbarchi erano previsti da marzo

“L’arrivo di migliaia di migranti sulle coste siciliane – denuncia il governatore della Regione siciliana –  era già previsto lo scorso mese di marzo. C’era tutto il tempo per definire una strategia che fosse compatibile con l’esigenza di salvaguardare la salute di tutti. Invece ancora oggi si vive alla giornata”. E’ uno dei passaggi dell’intervento di Musumeci in commissione Schengen in Parlamento. Lancia un allarme serio, senza pregiudizi politici. “Ho il dovere di rappresentare al Comitato la preoccupazione diffusa tra i cittadini. Se alimentiamo la tensione senza dimostrare che lo Stato ha intenzione di cambiare metodo, trasformiamo una situazione sanitaria in un situazione di ordine pubblico”.

Dal Viminale approssimazione e superficialità

Approssimazione e ritardi. Solo oggi il Viminale si accorge che esiste un problema “complicato”. C’è superficialità e impotenza da parte degli organi di Stato nell’affrontare il fenomeno migratorio”, ha continuato il governatore. “Gli sbarchi erano previsti – ha ribadito – invece non c’è un protocollo che metta insieme le competenze dello Stato e quelle della Regione. Senza il sistema sanitario regionale, pur fortemente provato dall’emergenza Covid, lo Stato non sarebbe in grado di accertare le reali condizioni di salute dei migranti al momento dello sbarco. Il personale dello Stato resta sottodimensionato rispetto alle attuali esigenze del fenomeno che appare fuori ogni controllo”. L’allarme salute è altissimo. “I tre hotspot siciliani sono assolutamente inadeguati. Potrebbero diventare focolaio di contagio. Non sono strutture adeguate a una epidemia”.

Per tutti ormai la Sicilia è la terra degli sbarchi

Mi dispiace dirlo – aggiunge – ma il dipartimento si è fatto trovare impreparato. E  ho avuto modo di dirlo alla signora ministra Lamorgese”. Poi punta i riflettori sull’impunità di cui godono i clandestini. “Non applicare per loro le regole sulla sicurezza è un delitto di Stato. Per tutti ormai la Sicilia è la terra degli sbarchi. L’Europa deve prendere atto di questa drammatica situazione”.

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