Salvini spiazza la sinistra: «Non siete capaci di difendere i valori sociali di Berlinguer: ci penso io»

giovedì 9 Luglio 17:27 - di Chiara Volpi
BeFunky-collage con foto Ansa di Salvini e Berlinguer in un ritratto

«I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer. I valori del lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega. Del resto, se il Pd chiude Botteghe oscure, e la Lega riapre, io sono contento. È un bel segnale». Parole forte, quelle di Matteo Salvini, che parlando a La7, all’Aria che tira, in poche battute disintegra gli eredi del Pci. Tutti quelli che avrebbero dovuto essere i testimoni della tradizione partitica e politica di Enrico Berlinguer.

Salvini, voi del Pd avete disperso l’eredità di Berlinguer: ce la siamo presa noi…

Parole eloquenti, che rimarcano il cambiamento dei tempi politici. Parole che suonano come un passaggio di consegne. Non a caso, Salvini le usa per presentare la nuova sede della Lega a Roma, in apertura nella famosa, da un punto simbolico soprattutto, via delle Botteghe Oscure, di fronte a quello che un tempo fu il Bottegone: storico quartier generale della ex sede del Partito comunista italiano. «Stiamo per aprire a Roma, a Bologna, a Reggio Calabria», aggiunge il leader della Lega. Ma l’inaugurazione della sezione romana è quella che più colpisce l’immaginario. E c’è un perché.

Salvini apre la sede della Lega in via delle Botteghe Oscure

Salvini avrà gli uffici della Lega per Salvini premier, il suo partito sovranista e nazionale, nell’edificio di fronte alla storica sede del Pci, dove già da tempo ci sono già gli uffici del sindacato Ugl. E, soprattutto, dove è ospitato lo staff social di Salvini, guidato da Luca Morisi. L’edificio, come confermato da Gianfranco Rotondi, ospitava gli uffici amministrativi e organizzativi della Democrazia Cristiana. Se non è simbolico questo… E infatti, non per niente, la sinistra si scalda. Insorge. Punta sul vivo, prova a reagire. Uno su tutti, attraverso i commenti di Luigi Berlinguer, ex ministro della Pubblica Istruzione nei governi Prodi e D’Alema, e cugino dello storico segretario del Pci Enrico. Un congiunto illustre, anche se non tanto quanto il più famoso cugino, che tentando di replicare al leader del Carroccio, prova a buttarla su Dante.

Luigi Berlinguer prova a replicare a Matteo Salvini ma…

E così, all’Adnkronos che gli chiede di valutare le parole di Salvini, Luigi Berlinguer cita il celebre 51 verso usato da Dante Alighieri nel canto tre dell’Inferno e risponde: «Mi lasci dire: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”…». Del resto agli epigoni del Pci, Pds, Ds, cos’altro è rimasto da fare se non guardare e passare… il testimone? Come confrontarsi, peraltro, con un predecessore che, muovendosi nell’alveo di un movimento comunista internazionale, ha avviato un processo di distanziamento dall’Unione Sovietica e l’elaborazione di un modello alternativo che sarebbe sfociato nell’eurocomunismo?

Il Pd oggi, dopo querce e rami d’ulivo, svolte e debacle, innovatori e rottamatori

Quando, lo stato maggiore del Pd, nato sulle ceneri del Pci, del Pds, del Ds che, tra svolte e debacle, innovatori e rottamatori, da Occhetto a D’Alema, passando per Veltroni, fino a Matteo Renzi e Nicola Zingaretti, alla faccia di querce e rami d’ulivo, Bolognine e strappi, ad oggi hanno portato solo alla deriva di correnti e correntine. A continue fronde interne che, dalla base ai vertici, hanno fin qui prodotto solo scissioni e diaspore nel Pd. Come paragonarsi, allora, a uno dei grandi artefici, insieme ad Aldo Moro, della teorizzazione e realizzazione del difficile percorso mirato al traguardo del compromesso storico?

C’è compromesso e compromesso, quello storico e quello tra Pd-5S…

Loro, gli uomini dell’odierno Pd che, il concetto stesso di compromesso, hanno svilito in funzione di accordi e governicchi con coloro i quali, fino al minuto prima, se le sono date di santa ragione. Come possono, insomma, gli attuali dem, anche solo rifarsi ai principi della questione morale sollevata da Berlinguer relativamente alle modalità di gestione del potere da parte dei partiti politici italiani? Ai posteri, e a ulteriori commenti di Salvini and co., l’ardua risposta…

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