Roma, il dolore della mamma di Mattia: «I ragazzi si fanno le canne all’Infernetto dov’è morto mio figlio»

mercoledì 15 luglio 8:54 - di Roberto Mariotti
Infernetto

Un dolore che non passerà mai. Quella scena, all’Infernetto, di Mattia che era volato in cielo dopo essere stato investito, rimarrà sempre negli occhi di sua madre. L’auto era guidata da un 22enne sotto l’effetto di droga. Una madre che non riesce a darsi pace. E che adesso ha uno sfogo. Rabbia e delusione.

La tragedia all’Infernetto, quell’ulivo per Mattia

«Abbiamo fatto piantare nei Parchi della Colombo un ulivo in ricordo di Mattia, mio figlio, morto sulle strisce poco più di un mese fa. Tante parole confortanti…», afferma. «Vorrei sostegno civile, ve ne prego! Sono passata lì oggi su quelle panchine c’erano ragazzi a farsi le canne. A dolore aggiungo l’ennesima tristezza. Poi ci lamentiamo che le cose non vanno».

Quelle parole piene di dolore che pronunciò la mamma

Lo sfogo è sulla pagina facebook del quartiere Infernetto. Il quartiere è ancora scosso, il dolore di quella Peugeot 108 che spezzava una giovane vita non diminuisce con il passare del tempo. Mattia stava attraversando la strada sulle strisce quando fu travolto. E tutti ricordano le prime parole della mamma: «L’ho baciato, aveva ancora la bocca aperta. Gli ho messo l’apparecchio, ma che importa l’apparecchio? Aveva 14 anni, una vita davanti e me lo hanno falciato così. Adesso io come faccio?».

Ma all’Infernetto i ragazzi continuano a farsi le canne

Insieme alla vittima c’erano alcuni coetanei, illesi. Tanti residenti e decine di ragazzini arrivarono subito all’Infernetto, sul luogo dell’incidente, scesi in strada dopo aver sentito il terribile impatto. Il 22enne investitore fu sottoposto al test anti-alcol e anti-droga. E risultò positivo al test tossicologico. Proprio per questo, adesso, suonano piene di tristezza quelle parole della madre: «Sono passata lì oggi su quelle panchine c’erano ragazzi a farsi le canne». Già, a farsi le canne. Non hanno imparato niente da quella tragedia. E continuano a far uso di droga. Della maledetta droga.

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