Raggi, una poltrona nel governo per evitare la ricandidatura. Il piano di Pd e M5S

giovedì 23 luglio 13:30 - di Francesco Severini
Raggi al Bioparco

A Roma Pd e M5S sono preoccupati. Il problema si chiama Virginia Raggi, ma il nome della sindaca peggiore che Roma abbia conosciuto è solo un pezzo del rompicapo. Il tema è tutto politico: l’ascesa della destra nella Capitale dove sono stati lasciati al palo argomenti sensibili come la sicurezza, il degrado, il lavoro, i trasporti e – soprattutto – i rifiuti.

Come arginare la valanga di dissenso? Mettendo insieme il fronte più improbabile che vi sia ma che serve solo a limitare i danni, cioè l’asse Pd-M5S. Ma perché quest’alleanza decolli e perché possa funzionare c’è bisogno di un passo indietro della Raggi. Ecco allora pronta per lei una bella poltrona da sottosegretario, per convincerla a levarsi di torno e a lasciare spazio a un candidato che possa competere col duo Meloni-Salvini.

Virginia usa bene il suo potere di contrattazione. Cinguetta ogni dì che lei Roma non la abbandona. Che lei ama Roma sopra ogni cosa e amenità di questo tipo. Si è data anche una riverniciata antifascista per piacere di più a sinistra. Ma non basta. Il Pd sa che la sua candidatura sarebbe una sciagura. Una partita persa in partenza. Non ci voleva la palla di vetro: un recente sondaggio di Termometro Politico per Affaritaliani.it ha rilevato come il 66,8% dei romani sia contrario alla ricandidatura Raggi. Di qui l’idea vecchia come il cucco per rimediare al pasticcio: un posto al governo per la Raggi, in modo da far passare la destituzione per una promozione. Il dossier sarebbe già nelle mani di Giuseppe Conte, secondo quanto anticipa oggi Repubblica. E anche in Campidoglio la voce ha preso a circolare con insistenza.

Del resto giorni fa aveva fatto discutere quel sonetto dedicato da Beppe Grillo alla sindaca di Roma: fai le valigie, Roma non ti merita. Un siluramento mascherato da complimento, al quale lei aveva risposto con un gentile ma fermo no. Ma se arrivasse la nomina a sottosegretario Virginia potrebbe cambiare idea.

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