Ponte di Genova restituito ad Autostrade dal Pd, l’ira dei Cinque Stelle. Meloni: De profundis del M5S

mercoledì 8 luglio 16:07 - di Paolo Lami
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La ministra dei Trasporti, la piddina Paola De Micheli, restituisce il nuovo Ponte genovese sul Polcevera, che ha sostituito il Ponte Morandi, ad Autostrade per l’Italia e alla famiglia Benetton  per consentirne l’apertura immediata. E si scatena il putiferio. Con i grillini inferociti. E l’opposizione che parla di tradimento degli italiani e di incoerenza di M5S.

“L’annuncio dell’affidamento della gestione del nuovo ponte di Genova ad Autostrade dei Benetton è il De profundis del M5S, che ha ufficialmente tradito tutto quello che aveva promesso agli italiani. Ora manca solo il Mes e provvederanno la prossima settimana quando diranno sì in Parlamento. Lunedì sarò a Genova per ribadire che per Fratelli d’Italia le attuali concessioni sono una truffa ai danni del popolo italiano, che vanno revocate e fatte nuove gare“, scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

L’ira dei Cinque Stelle inizia a montare di prima mattina quando, sfogliando i giornali e compulsando i Social, i grillini scoprono che la ministra dei Trasporti, la piddina Paola De Micheli, ha “restituito” il nuovo ponte di Genova ad Autostrade per l’Italia. Con una lettera del ministero al commissario e sindaco di Genova Marco Bucci. Con cui lo informa che sarà Autostrade ad occuparsi del nuovo ponte.

Uno schiaffo in faccia all’ortodossia grillina. Che vede come il fumo negli occhi solo l’idea dei Benetton che tornano ad occuparsi del nuovo ponte progettato da Renzo Piano dopo il disastro del Ponte Morandi.

E’ il governatore della Liguria Giovanni Toti a dar fuoco alle polveri. Su Facebook irride i Cinque Stelle e la loro tanto sbandierata coerenza.

“Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-PD“, li stuzzica, con un post sulla sua pagina Facebook, Toti.

“Io non dico nulla – prosegue Toti girando il coltello nella piaga – Ma nulla di nulla. Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. Perché a differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro… e altri. Sicuro non della verità”.

“Leggo la rassegna di questa mattina e penso… – prosegue Toti imperterrito – Ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero tolto subito le concessioni. A chi ci accusava di essere amici di Autostrade quando predicavamo solo buon senso dicendo che la giustizia si fa nei tribunali. Ai tanti partiti di Governo che si sono riempiti la bocca di cambiamento e nuova politica senza prendere una, che sia una, decisione su questo tema. Ad alcuni giornalisti che concionavano sulle malefatte di Autostrade, ci accusavano di difenderle e inneggiavano alla giustizia che il Governo avrebbe fatto togliendo le concessioni“.

Penso, continua il governatore della Liguria facendo salire la pressione fra Cinque Stelle e Pd nel governo Conte “a chi ha bloccato infrastrutture già finanziate da Autostrade, come la Gronda, che ora annunciano come opera strategica dopo averla stoppata (facendo risparmiare la concessionaria). “A chi – sottolinea ancora Toti – pur conoscendo la legge, ha mentito agli italiani facendo credere loro che avrebbero potuto estromettere Autostrade con un colpo di spugna. A chi ha permesso che Autostrade non facesse lavori di messa in sicurezza in questi due anni. A chi per colpa di questo squallido balletto ha inchiodato i liguri in code interminabili in piena stagione estiva”.

“Voi ridate il ponte ad Autostrade – accusa Toti rivolto tanto al Pd quanto ai Cinque Stelle – senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi… ma visti i risultati…”.

L’intemerata di Toti arriva a segno se, uno dopo l’altro, i grillini iniziano, poco dopo, ad uscire allo scoperto condensando, nei comunicati che fioccano sulle agenzie, rabbia e ira per quello che giudicano un affronto del Pd.

Rincara la dose Matteo Salvini. ”Confermata la concessione ad Autostrade? Cosa non si fa per salvare la poltrona, 5Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?”.

Anche il commissario Marco Bucci ammette al Sole 24 Ore: “Confermo che è arrivata la lettera dal ministro e ha affidato al commissario il verbale di verifica dell’ispezione di viabilità. Lo faremo noi con la struttura commissariale e decideremo il team di consulenti che farà questo lavoro, possono essere Anas, Rina o altri. E’ una decisione che prenderanno i responsabili tecnici”.

La situazione si va facendo di ora in ora rovente all’interno della coalizione Pd-Cinque Stelle. Ed è metà mattinata quando, ai microfoni di Radio 24, la De Micheli conferma ufficialmente la lettera mandando su tutte le furie i grillini.

“La lettera al sindaco Bucci l’ho firmata io: una lettera in cui confermo la procedura di collaudo consegna e anche quella della gestione che va al concessionario, ovviamente in questa fase concessionario é Aspi” E, poi, “questa è l’opzione, la soluzione che io stessa ho indicato”.

Non serve molto la precisazione “in questa fase concessionario è Aspi” lasciando immaginare che, chissà, un domani…

Per i Cinque Stelle è la classica goccia che fa traboccare il vaso.
“No ai Benetton, M5S non arretra di un millimetro”, sibila, inferocito, il capo politico dei Cinque Stelle, Vito Crimi. E’ il primo grillino a parlare distillando rabbia. In pochi minuti altri si dissoceranno dal gesto della De Micheli lasciando immaginare un terremoto politico dentro al governo Conte.

“Il Ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton. Non possiamo permetterlo. Questi irresponsabili devono ancora rendere conto di quanto è successo e non dovrebbero più gestire le autostrade italiane. Su questo il M5S non arretra di un millimetro”, scrive in un tweet prendendo le distanze.

Cerca di spegnere il principio d’incendio, il ministro della Giustizia, il grillino Alfonso Bonafede. ”Sulla concessione delle Autostrade il governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso è arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana”.

Ma, oramai, la frittata è fatta.
“Rinviare non significa risolvere i problemi! – avverte il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni – Il conto, salato, alla fine si paga sempre. I cittadini ci hanno eletto per #cambiare e #decidere e non per avere ‘l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo’ #NonInMioNome #ViaIBenetton“. scrive in un tweet Buffagni citando gli ignavi nel vestibolo dell’Inferno di Dante.

Rispunta perfino l’ex-ministro grillino dei Trasporti, l’improbabile Danilo Toninelli. Che se la prende, addirittura, con Salvini: “Salvini e la Lega sul Ponte di Genova devono solo tacere. Nel Conte1 si sono opposti alla revoca quando avrebbero potuto votarla col M5S. Hanno sempre frenato e messo i bastoni tra le ruote. Ora il Pd non faccia come Salvini e ci permetta di togliere ai Benetton le nostre autostrade“.

“Della lettera di De Micheli non sapevamo nulla… E se abbiamo un viceministro alle Infrastrutture e un sottosegretario al Mit, per giunta ligure, allora sì che è grave”, commentano, fra il mesto e il rabbioso i Cinque Stelle scambiandosi freneticamente messaggini e Whatsapp.

“Sono due anni che parliamo di revoca – lamentano gli eletti – e siamo sempre fermi”.
E’ un tutti contro tutti quello che si registra in queste ore in un Movimento in forte fibrillazione. Contro De Micheli, dunque, ma non solo.

“Per tagliare il nastro del nuovo ponte – fa notare un ministro M5S all’Adnkronos – l’affidamento al gestore era d’obbligo, De Micheli non aveva altre scelte… Il problema è che il gestore è sempre lì, ed è ancora Benetton“.

Certo il silenzio di De Micheli non passa inosservato: “Non poteva non sapere che stava lanciando una bomba, soprattutto nel campo del M5S“.

“La tragedia del ponte Morandi, che ha visto 43 vittime, è ancora una ferita aperta per il nostro Paese. Da membro di una comunità che ha perso 3 cittadini in quell’immane sciagura, penso che, lasciare la concessione di Autostrade per l’Italia ai Benetton, sarebbe uno schiaffo ai parenti delle vittime, oltre che al riconoscimento delle responsabilità di questa tragedia e della mancata manutenzione delle nostre infrastrutture viarie, a tutto vantaggio dei lauti dividendi spartiti tra gli azionisti”, annota il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa.

Nel mirino dei pentastellati c’è però anche il premier Giuseppe Conte. Che era stato “messo per conoscenza” nella lettera di De Micheli ma non ne avrebbe fatto parola con i 5 Stelle, con il sottosegretario Riccardo Fraccaro e con il capodelegazione Alfonso Bonafede, assicurano all’Adnkronos i beninformati. Ma anche gli stessi Fraccaro, Bonafede, e il viceministro al Mit Giancarlo Cancelleri vengono ‘bacchettati’ in ore complicate.

L’accusa è di non aver “tenuto il fiato sul collo su questa vicenda, che per il M5S è vitale: dovevano essere come una goccia cinese, scavare la roccia – sbotta un sottosegretario – e invece si è lasciato ‘non decidere’, questa è la verità”.

“Sul Ponte Morandi io sono stato molto chiaro, il dossier va chiuso. Lei parla di pessima figura del governo? Io vi invito a valutare al termine delle procedure” che “mi auguro di chiudere ad horas, nel volgere del fine settimana” mettendo fine a una situazione “che rischia di diventare assurda. Dobbiamo evitare una situazione paradossale, dobbiamo chiarire questo passaggio”, replica Conte, rispondendo alle domande dei cronisti in conferenza stampa a Madrid.

Nel merito della lettera della ministra De Micheli, “fino a quando il concessionario sarà Autostrade – chiarisce – il ponte non può che essere automaticamente affidato ad Autostrade. Ecco perché bisogna chiudere, spero nel volgere di qualche giorno. Ho letto la dichiarazione della portavoce dei familiari delle vittime: la sottoscrivo in pieno. Bisogna evitare una situazione assurda e paradossale, chiarire questo passaggio”, ribadisce Conte.

Fra gli ex-sfollati per il crollo del Ponte Morandi serpeggia la sensazione di un tradimento bello e buono.

“Siamo rimasti basiti. Io lo ha appreso pochi minuti fa, l’abbiamo socializzata sulle nostre chat ed è emerso che di fatto è un po’ una sconfitta della politica”, dice Franco Ravera, presidente dell’associazione ‘Quelli del ponte Morandi’ ed ex-portavoce del Comitato dei residenti sfollati dalla zona rossa di Certosa a Genova.

“Inizialmente non ci interessava chi avrebbe costruire il ponte e chi lo avrebbe gestito – ammette Ravera – Il 14 agosto per noi era indispensabile costruirlo velocemente, dare una conversione, una ricollocazione a chi era stato sfrattato. Sicuramente è una sconfitta della politica. Siamo stati due anni a sentire che quel ponte lì veniva ricostruito e non sarebbe più stato gestito da autostrade“.

“Noi ci abbiamo creduto – sottolinea Ravera – perché c’era e c’è ancora in corso una procedura della magistratura, una verifica sulle responsabilità. La notizia di oggi di questa conferma  è accompagnata da un altro dato: dal ’94 al 2018 autostrade per il Ponte Morandi ha speso in media ogni anno 33mila euro, che è niente. Noi come associazione e come comitato in precedenza, avevamo sempre detto che quel ponte lì era da manutenere e che mancava di manutenzione, questo dato accompagnato da un attivismo adesso molto accentuato di autostrade secondo me dovrebbe veramente far ripensare a chi far gestire quel ponte e la tratta autostradale“.

 

 

 

Commenti

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  • Antonio Ginanni Corradini 9 luglio 2020

    Cosa ci stanno a fare al GOVERNO i 5 stelle? Penso che sarebbe più giusto se andassero a casa, visto le magre figuracce(non credibili nessun affidamento) nessuna
    responsabilità su quello che da anni predicano:
    Volessero rispondere.

  • lamberto lari 9 luglio 2020

    Ci sono stati tanti morti per la tragedia del ponte “Morandi” la magistratura nicchia, non attiva procedure d’urgenza anche cautelative con provvedimenti che limitino la libertà personale dei dirigenti che non hanno effettuato i doverosi controlli e relative manutenzioni del ponte (e non solo del ponte di Genova). Congelare a scopo cautelativo i beni dei Benetton sino a conclusione delle perizie e dell’accertamento della vera verità! Sempre a scopo cautelativo dal punto di vista politico non riassegnazione toutcourt della gestione del ponte nuovo a società Autostrade.Poi si valuterà il balletto dei sette veli a livello politico…..ma gettare tutto in vacca con una lettera personale ed unilaterale della ministra lascia sconcertati….grave mancanza di rispetto della magistratura, grave e sconsiderata superficialità politica nei confronti degli alleati di governo….per finire a un irrispettoso atteggiamento arrogante prepotente e privo di qualsiasi rispetto per le vittime e i loro familiari. Ma l’assurdità è solo dettata dal businnes da un lato della società Autostrade in cambio della profumata sponsorizzazione al PD nelle sue campagne elettorali da parte della famiglia Benetton. Ora più che mai serve l’appoggio di questi speculatori al PD con l’approssimarsi delle elezioni in diverse regioni e prossimamente quelle a livello centrale (le politiche). Questo è il patto di ferro Benetton-PD.

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