Ora e sempre desistenza: così M5S e Pd vogliono fregare gli elettori di Marche e Puglia

lunedì 20 luglio 15:17 - di Valerio Falerni
desistenza

Dalla Liguria alla Puglia passando per le Marche. È il mesto percorso della desistenza tra Pd e M5S, il colpo di coda di un’alleanza morente decisa a tutto pur di non mollare incarichi e poltrone. La paternità dell’idea, come anticipa un retroscena di Repubblica, è una e trina: Zingaretti, Grillo, Conte. Scontato l’obiettivo: trasformare l’alleanza giallo-rossa da eccezionale («evitare i pieni poteri di Salvini») in strutturale. Comunque sia e comunque intendano rigirarla, la desistenza puzza di imbroglio. Soprattutto per gli elettori Cinquestelle che ora hanno dell’avvenuta “normalizzazione” del MoVimento, dopo aver abboccato all’amo di una presunta e irriducibile diversità.

Ammucchiata Conte-Grillo-Zingaretti per scongiurare la sconfitta

Partiti per non allearsi con nessuno, in soli due i grillini hanno fatto due governi con forze specularmente opposte: Lega e poi il Pd. Prima la poltrona, poi i programmi. E ora arriva anche la desistenza, il voto disgiunto, il probabile appello di Grillo. Insomma, la logora liturgia dei vecchi partiti è diventato il codice comportamentale pentastellato. Ma il patto di desistenza è anche la cartina di tornasole dei mutati rapporti nel M5S. L’accordo, infatti, se da un lato trova Di Maio sempre più defilato, dall’altro vede Conte sempre più padrone del campo. L’alleanza stretta in Liguria sul nome di Ferruccio Sansa fa da preludio al voto in favore dei candidati del Pd nelle Marche e in Puglia.

Salvini: «Ricorrono alla desistenza perché hanno capito che perdono»

Il premier spinge soprattutto per quest’ultima, la sua regione. Sa bene che un’eventuale sconfitta dell’alleanza giallo-rossa non troverebbe giustificazione politica neppure dall’essersi presentati separatamente. Da qui l’espediente del voto disgiunto in favore di Michele Emiliano, con buona pace dei reciproci insulti volati su Tap, Ilva e Xilella. Dal canto suo, Matteo Salvini ha accolto l’indiscrezione di Repubblica addirittura con indifferenza. «Quando pensano queste cose, quando cercano le ammucchiate dei diversi – ha chiosato il leader leghista -, vuol dire che hanno capito che perdono, in Liguria, in Puglia».

 

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