Open Arms, derby tra i “Matteo”. Renzi: «Salvini va processato». La replica: «Venditore di tappeti»

giovedì 30 luglio 14:07 - di Valerio Falerni
Renzi

Ancora una capriola, l’ennesima. Matteo Renzi non si smentisce: alla vigilia di un voto importante gioca a fare da ago della bilancia per creare suspence intorno a Italia Viva e poi, una volta al dunque, rientra nei ranghi in omaggio alla poltrona. Si tratti di Bonafede o di Salvini, la sua musica non cambia. Ma in questa specie di derby che lo vede opposto al Matteo leghista, sotto attacco per vietato lo sbarco dei migranti dalla Open Arms, il procedere di Renzi è alquanto confuso e disordinato. Infatti prima dice che nella vicenda «torna il rapporto politica magistratura», lasciando trapelare un accenno di garantismo, e poi lo cancella annunciando il “sì” all’autorizzazione a procedere.

Da Renzi ennesima capriola

Non stupisce, perciò, che la replica di Salvini sia stata più velenosa del morso di un cobra: «Renzi? Ormai non gli crede più nessuno, neanche i suoi genitori». Poco prima lo aveva bollato come un «venditore di tappeti». Segno che un’illusione l’aveva coltivata. Ma è solo un attimo di smarrimento prima di ribadire la posizione di sempre: «Devo andare a processo? Ci vado, a testa alta». Ma la confusione di Renzi è soprattutto politica. Critica la gestione dell’immigrazione da parte del Conte 1, ma ne presenta il conto solo a Salvini e non anche al premier. E sostiene che aver bloccato gli sbarchi dalla Open Arms è stato solo «un modo per strumentalizzare il consenso, aumentare i follower sui social».

Ha anche detto che responsabile è tutto il Conte 1

Salvini, insomma, avrebbe assecondato un «interesse politico, non pubblico». Ma un secondo dopo parla di«responsabilità oggettiva», dando ragione a Maurizio Gasparri che aveva evidenziato la condivisione dell’intero governo. Ancora più esplicito era stato Davide Faraone, capogruppo di Iv al Senato. «Io non credo – aveva detto dagli studi di Agorà, su RaiTre – che allora il comportamento sbagliato fosse solo quello di Salvini. Allora quel comportamento sbagliato era di un governo». Praticamente, tutto e il suo contrario. Da incorniciare, invece, il commento post-derby di Salvini: «Preferisco il silenzio del M5S rispetto alle supercazzole di Renzi».

 

 

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