“Miracolo” di Conte, l’intesa con i Benetton resuscita Toscani: “Italiani vigliacchi e cattivi”

giovedì 16 Luglio 12:08 - di Lucio Meo

Forse non farà risparmiare soldi allo Stato, probabilmente non farà scendere le tariffe e tantomeno metterà davvero alle porte i Benetton, ma un miracolo Giuseppe Conte lo ha sicuramente fatto. Ha resuscitato dall’oblìo mediatico nel quale era precipitato, il presunto grande fotografo italiano Oliviero Toscani, che pur di difendere i suoi datori di lavoro si era lasciato scappare un “cosa vuoi che importi agli italiani di un ponte crollato…”. Per poi essere licenziato dagli stessi Benetton, ai quali aveva regalato l’ennesimo momento di impopolarità. Oggi Toscani, all’indomani dell’accordo-farsa tra governo e Benetton su Autostrade e Aspi, prova a rimettersi al centro della scena con una intemerata contro gli italiani e in difesa degli imprenditori veneti.

Toscani e la difesa dei Benetton

“Conosco Luciano Benetton, lavoro con lui dal 1980 e fra tutte le persone con cui ho lavorato, tra lui e la sua famiglia non ho mai conosciuto persone più oneste. Ora non lavoro più per loro e sono libero di parlare, non ho vergogna e paura a dirlo. Non solo umanamente, ma professionalmente”. E’ un fiume in piena Oliviero Toscani, che commenta con l’Adnkronos la vicenda che coinvolge la famiglia Benetton e Autostrade.

“Nel 2000 sono andato via per fare altre esperienze e sono ritornato nel 2016, perché Luciano voleva ristrutturare l’azienda perché aveva dei problemi – ricorda il fotografo, legato da una lunghissima e storica collaborazione professionale con la famiglia Benetton – e negli anni l’ho visto fare delle scelte anche contro l’azienda ma sempre lungimiranti. Una di queste è stata quando lo Stato gli ha affibbiato le Autostrade, che non voleva nessuno. Nessuno si ricorda, ma nel ’99 le autostrade erano un disastro, nessuno le voleva. L’azienda andava bene, eppure lui e i suoi fratelli si addossarono Autostrade”.

Le accuse agli italiani cattivi e vigliacchi

Dopo una lunga analisi della povertà di Luciano Benetton da giovane, Toscani, non nuovo a uscite infelici anche sul fronte politico, sempre contro la destra, se la prende con gli italiani e con i grillini: “Questo signore è nato povero, orfano povero, a 10 anni lavorava, non come la politica italiana di oggi fatta di nani e ballerine che decidono a chi addossare le gogne -affonda Toscani- Siamo un paese di vigliacchi”. E prosegue così: “Adesso la gente gode a dare addosso, gli italioti mediocri, che purtroppo sono il freno a mano di questo paese. Questo è un paese pieno di cattiveria, di frustrazione, di cattiveria sociale, invidia. Tutto ciò che va bene viene distrutto. Tenetevi i vari Di Battista e Di Maio, e andremo lontano”, conclude.

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