Migranti in fuga dalla quarantena. Il governo non ci sente: porti aperti, aiutiamo i più deboli

lunedì 27 Luglio 17:02 - di Riccardo Angelini

Migranti in fuga dalla quarantena. Sono giorni che Lega e FdI chiedono al governo di bloccare gli sbarchi. Sono giorni che denunciano l’arrivo incontrollato di clandestini che, pur risultando positivi, fuggono dai centri di accoglienza. Oppure fanno perdere le loro tracce anziché rispettare il confinamento per due settimane.

Meloni: basta, fermare gli sbarchi

Ancora oggi Giorgia Meloni, su Facebook,  è tornata sull’argomento: “Continuano gli sbarchi e si moltiplicano le fughe di migranti dai centri di accoglienza italiani. Da Taranto a Caltanissetta, solo per citare alcuni degli ultimi casi. Non possiamo permetterci altre crisi nella crisi e di impiegare tempo e risorse nella ricerca di fuggitivi che arrivano in Italia e violano persino la quarantena. Ora basta, il governo ascolti Fratelli d’Italia e fermi subito gli sbarchi”.

Caltanissetta, il sindaco grillino: qui non venga più nessuno

Il caso di Taranto risale a metà luglio, quello di Caltanissetta è di queste ultime ore e ha indotto il sindaco grillino a ribellarsi al governo appoggiato dal suo Movimento. “Ho appena scritto una lettera alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese chiedendo di non inviare a Caltanissetta più nessuno e soprattutto di svuotare il centro d’accoglienza di Pian del Lago”, dice Roberto Gambino (M5S) che ha appena lasciato la Prefettura dove si è tenuto il Comitato per l’ordine e la sicurezza dopo la fuga di 184 migranti dal centro d’accoglienza. Di questi 139 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine. “Il centro è palesemente inidoneo a ospitare i cosiddetti ‘quarantenati’ che arrivano dall’estero – spiega – per cui per la sicurezza della città lo chiedo al Viminale”. ” Le conseguenze sul territorio le subiamo noi sindaci, come accade al primo cittadino di Lampedusa o a quella di Porto Empedocle – dice ancora Gambino – quindi è giusto intervenire al più presto”.

Covid, centinaia di migranti al Cara di Bari. La Lega denuncia: alcuni sono positivi

Stessa storia al Cara di Bari-Polese. Qui, secondo la prefettura, gli ospiti hanno tutti fatto il tampone che sarebbe risultato negativo. Nelle ultime 48 ore sono arrivati a Bari, trasferiti da Lampedusa, circa 340 migranti. “Non sono programmati arrivi nella regione Puglia – si legge ancora nella nota – e già domani il centro verrà alleggerito con il trasferimento di oltre 200 migranti”. Non crede alle rassicurazioni della Prefettura il parlamentare barese della Lega, Rossano Sasso, che questa mattina ha visitato il Cara di Bari.

“Ho avuto conferma che ieri nel Cara di Bari sono arrivati circa 400 immigrati dalla Sicilia e che circa 390 sono stati, invece, trasferiti in altre regioni italiane, non in altri Paesi europei. E ho conferme che almeno due-tre migranti sono fuggiti e, nonostante il comunicato della prefettura di Bari, mi risulta che ci siano alcune persone positive al Covid-19”,  dichiara il parlamentare.
“Non so – dice il deputato – come la prefettura possa dire con certezza che non ci sono contagi, perché non mi risulta che a Bari siano stati fatti tamponi. Ma al di là di questo vorrei capire perché in Italia arrivano 380 tunisini, non mi risulta che in Tunisia ci sia una guerra”.

Boccia: porti aperti per aiutare i più deboli

Una denuncia che ha irritato non poco il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia che ha difeso la politica dei porti aperti: “L’Italia si occupa dei più deboli – afferma – li salva in mare, gli consente di avere una vita dignitosa e di andare nei paesi europei, non solo in Italia, che possano dargli un futuro. Non ci sono migranti positivi, erano tutti negativi. Il Cara di Bari – ha proseguito Boccia – aveva temporaneamente dato ospitalità ad alcuni di loro che sono partiti. Qualcuno è arrivato ieri, gia’ questa mattina sono ripartiti. Una polemica inutile. Alimentare la rabbia contro gli ultimi, contro i più deboli non è una cosa che dà dignità alla politica”.

Rampelli: già arrivati quasi 4000 tunisini

“Sulle coste italiane continuano gli sbarchi a ripetizione – afferma Fabio Rampelli di FdI – Non solo Lampedusa, ma anche nuovi approdi in Puglia e gli ultimi arrivi in queste ore dall’Algeria in Sardegna. Senza contare che dall’inizio dell’anno sono sbarcati in Italia circa 12mila migranti. Una situazione al collasso sia a livello sanitario che di sicurezza dei nostri confini, con gli hotspot sempre più in sofferenza e i Cara lasciati senza i dovuti presidi di sorveglianza, come dimostrano le recenti fughe da parte degli ospitanti”.

“Oltre alla palese incapacità del governo nella gestione dei migranti, preoccupa anche il possibile trasferimento in massa dalla Tunisia verso l’Italia. Dirigenti del Viminale – come riportato oggi sulla stampa – evidenziano il ‘rischio di un esodo tale da ricordare quello dell’Albania del 1991’. E sul nostro territorio fino al 24 luglio sono già arrivati 3988 tunisini”.

“Oggi -sottolinea Rampelli – il ministro dell’Interno è in missione proprio in Tunisia. Per parlare di traffico di esseri umani con il presidente della Repubblica e il ministro dell’Interno uscente. Immaginiamo che le sarà difficile far valere il principio che in Italia si entra solo con un permesso. Visto che il Governo Conte è riuscito a permette gli sbarchi nonostante il ‘suo’ decreto porti chiusi. Immigrazione incontrollata ed emergenza Tunisia: ci aspettiamo che la Lamorgese torni in Italia con le idee chiare per fermare gli sbarchi”.

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