Migranti, Cateno De Luca contro la Lamorgese: «La denuncio, l’hotspot di Messina è una vergogna»

domenica 19 luglio 9:50 - di Roberto Mariotti
Cateno De Luca

È pronto a denunciare il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per omissione e abuso se l’hotspot di Bisconte a Messina non sarà demolito. Il sindaco della città dello  Stretto, Cateno De Luca, torna all’attacco. E dopo aver annunciato l’ordinanza con cui disponeva la chiusura della struttura, ha pubblicato l’atto. Lo schema di ordinanza sindacale è stato inviato alla Prefettura.

Cateno De Luca e la nota del Palazzo del governo

«In nottata è arrivata una nota dal Palazzo del Governo con la quale si comunicava che si fa riserva di esaminarne il contenuto ai fini della conformità ai presupposti normativi e di fornire successivo riscontro», spiega il primo cittadino. E aggiunge di aver provveduto « all’adozione e pubblicazione» dell’ordinanza «non avendo ricevuto altre notizie in merito».

«Denuncio tutti per omissione e abuso»

«L’hotspot di Bisconte è collocato nel posto sbagliato. È abusivo e a rappresenta un pericolo per la pubblica e privata incolumità»,  dice Cateno De Luca. «Se dopo il termine previsto dall’ordinanza per la demolizione di tale obbrobrio nulla cambierà, denuncerò tutti per omissione e abuso. Dal ministro Lamorgese a scendere». La decisione del primo cittadino è arrivata dopo la fuga dall’ex caserma Gasparro di alcuni migranti, che sono riusciti a fare perdere le proprie tracce.

Le disposizioni dell’ordinanza

Nell’ordinanza il sindaco, oltre a fissare un termine ultimo di 5 giorni per la dismissione dell’hotspot, ordina alle Autorità amministrative competenti di dare esecuzione  all’ordinanza. Inoltre, impone ai Dipartimenti comunali di procedere alle verifiche sull’abusivismo della struttura che «è priva della conformità urbanistica necessaria».

Cateno De Luca: «Qui sono la massima autorità»

«L’ordinanza entrerà in vigore alle ore 00.01 del 25 luglio prossimo», conclude il primo cittadino. «La mancata osservanza degli obblighi, comporterà le conseguenze sanzionatorie previste dall’art. 650 del Codice penale, se il fatto non costituisce addirittura reati più gravi. Io nel mio territorio rappresento la massima autorità amministrativa e sanitaria e ciò vale anche per i soggetti che dimorano temporaneamente presso l’hotspot. Esigo di conseguenza che si rispetti quanto disposto», conclude Cateno De Luca.

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