Mentana scivola sulla cena fascista e si scaglia contro Acquaroli, il candidato di FdI nelle Marche

sabato 18 luglio 17:09 - di Lucio Meo

La notizia era stata abbondantemente precisata e smentita nella sua parte “imbarazzante” dal diretto interessato, ma evidentemente la questione è stata ritenuta secondaria di Enrico Mentana, che ha scaraventato su Francesco Acquaroli, deputato di Fratelli d’Italia e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Marche, un pesantissimo appellativo: “Impresentabile”.

Enrico Mentana scende in campo nelle Marche

Ma perché il popolare e autorevole giornalista italiano è sceso prepotentemente in campo sul fronte delle elezioni Regionali, scagliandosi contro il candidato della destra nelle Marche? Il motivo è un vecchio articolo pubblicato sui social dallo stesso Mentana, su una cena “fascista” svoltasi, secondo il giornalista, con l’assenso e la partecipazione, politica e personale, di Francesco Acquaroli. Che ha reagito indignato, dopo che Mentana lo ha giudicato indegno di partecipare alla competizione elettorale proprio in virtù di quella presenza in un contesto di nostalgici del Ventennio.

Il post del giornalista contro Acquaroli

Secondo il direttore del Tg La7,  in un post apparso ieri su Facebook, ha ricordato la cena commemorativa della marcia su Roma dell’ottobre scorso ad Acquasanta Terme, ricordando che sua madre, ebrea , aveva trascorso un anno nascosta sui monti sopra Ascoli Piceno insieme alla famiglia per sfuggire ai nazifascisti. Il post del direttore si conclude:”Quel candidato (riferito ad Acquaroli) non è presentabile”.

Una cena fascista? No, goliardica

Ma cosa era accaduto in quella cena considerata così scandalosa da Mentana, al punto da indurlo a bollare come impresentabile il candidato di Fdi? Niente di particolare, a parte un goliardico menu dedicato al Duce. Nessuna camicia nera, apologia di fascismo, cori o chissà quale attività antiodemocratiche, come spiegò, un anno fa, il ristoratore che aveva ospitato i nostalgici. 

Uno dei partecipanti a quella cena, Carlo Ciccioli, replicò così alle accuse piovute, guarda caso, dalla solita Anpi. “Era una cena, mica si organizzava un attentato al Papa…”.

Le repliche (ignorate) di Fratelli d’Italia

Come già all’epoca, anche stavolta Acquaroli ha chiarito che lui era lì per caso e solo per pochi minuti, spiegando di essere andato brevemente prima della cena per parlare di ricostruzione delle Marche. “Non essendomi mai seduto, non ho visto il ridicolo menu (decorato con fasci e aquile, ndr) che qualche residuato fuori dal tempo aveva deciso di mettere sul tavolo, ma una volta appresa la notizia ho immediatamente preso le distanze. In 21 anni di attività politica non c’è alcun atto accostabile a fascismo o razzismo. Chi provasse a diffondere idee antisemite mi avrebbe come avversario. Sono nato nel 1974 e non ho alcuna nostalgia del passato£, ha concluso Acquaroli nel post.

Neanche le precisazioni di Fratelli d’Italia, che nulla aveva a che fare con l’organizzazione di quella cena “goliardica”, sono state tenute in considerazione da Mentana, che invece ha preferito rilanciare. Forse per bilanciare le critiche ricevute recentemente dai grillini per aver difeso Salvini e la Meloni dalle accuse di Conte.

 

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