M5S, crescono i malumori nei confronti di Conte: «Fa il passo più lungo della gamba». Le chat bollenti

4 Lug 2020 10:25 - di Franco Bianchini
M5S

Il Mes, Berlusconi, la spinta ad alleanze sul territorio. «Francamente troppo». Cresce il malumore del M5S verso il premier Giuseppe Conte, nel mirino le dichiarazioni del premier. Non vanno giù ai pentastellati le parole dette ai cronisti dopo un pranzo fugale consumato col suo staff a due passi da Palazzo Chigi. In tanti accusano “Giuseppi” di fare il passo più lungo della gamba. E di mettere bocca in  questioni che non dovrebbero riguardarlo.

M5S, quelle parole sul Cav sono inaccettabili

Il primo “scandalo”, per i grillini, è la risposta di Conte a una domanda su Silvio Berlusconi. Ha parlato di Forza Italia come la forza di opposizione «più responsabile». Dovrebbe essere una tesi sgradita a chi del governo giallorosso ne ha piene le tasche. Ma quando si parla del Cav i Cinquestelle temono di perdere la faccia, da anni lo apostrofano come “pregiudicato”, per non parlare delle etichetti che gli ha dato Beppe Grillo.

Le intese sul territorio

Secondo “scandalo”, l’invito agli alleati di governo a trovare intese sui territori in vista degli appuntamenti elettorali di settembre. Conte è consapevole che, su questo fronte, il M5S è spaccato. E che gran parte dei vertici è ai ferri corti col Pd, che vorrebbe mangiarseli elettoralmente con un sol boccone.

Telefonate e chat rabbiose

Tra i parlamentari, ma anche tra membri di governo M5S, i telefoni e le chat diventano roventi. Anche perché l’unico accordo possibile sul territorio -quello in Liguria- è apparso a lungo attaccato a un filo. «Il campo non è quello prediletto del Movimento, diciamocelo…». Ad affermarlo è una fonte di governo di primo piano, come riporta l’AdnKronos. «Parlarne è lecito, mettersi in prima fila e farlo assurgere a nazionale è come si dice a step ahead».

Beppe Grillo sarebbe infastidito

Ma è soprattutto sulla “benevolenza” verso Fi e il Cavaliere che si registra la rabbia grillina. Mentre si rincorrono voci di un Beppe Grillo, di solito schierato sulla linea Conte, che stavolta non avrebbe gradito affatto la sortita del presidente del Consiglio.

M5S, rovente la discussione sul Mes

Intanto nel M5S c’è chi affina le armi in vista della discussione sul Mes. Sono quattro tra i parlamentari più “battaglieri”: Raphael Raduzzi, Pino Cabras, Alvise Maniero e l’europarlamentare Piernicola Pedicini. Hanno messo giù un documento per ribadire la netta contrarietà all’uso del fondo Salva Stati, snocciolando 11 ragioni per dire no.

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