La Spezia, sinistra ignobile su Norma Cossetto, violentata e uccisa dai partigiani comunisti

venerdì 24 Luglio 17:32 - di Luciana Delli Colli
norma cossetto spezia

Rigurgiti negazionisti delle foibe a La Spezia, dove la decisione della Commissione toponomastica di intitolare uno spazio pubblico a Norma Cossetto ha fatto inalberare Rifondazione Comunista. La federazione provinciale del partito, in un comunicato tanto lungo quanto delirante, ha bollato la scelta come “una vergogna alla Pansa, che deve essere chiarita e contestualizzata, per comprendere cosa si cela dietro questa operazione”.

Se Rifondazione chiede di “ripassare la storia”…

“È opportuno ripassare la storia”, hanno quindi intimato i comunisti spezzini. Dunque ripassiamola, la storia. Norma Cossetto era una studentessa istriana; nel 1943, poco più che ventenne, fu violentata, uccisa, infoibata dai partigiani comunisti di Tito per il solo fatto di essere italiana. “L’operazione che si cela” dietro la scelta di intitolarle una via, dunque, altra non è che quella di restituire dignità alla memoria non solo di questa ragazza, ma di tutti i martiri italiani morti per mano dei macellai titini di cui la Cossetto è diventata il simbolo, venendo anche insignita della Medaglia d’Oro al merito civile dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

FdI: “Norma Cossetto non è un simbolo che divide”

Volendo, poi, all’«operazione» si può attribuire anche un altro significato. “Norma Cossetto non è un simbolo che divide. Ma una donna che rappresenta tanto di ciò che le donne hanno subito e subiscono e non dovrebbero più subire”, ha spiegato il gruppo comunale di FdI. “Da nipote di esuli italiani dell’Istria – ha poi commentato Oscar Teja, consigliere comunale di FI – fa sorridere (per non piangere) che dopo quasi 80 anni ci sono ancora personaggi e gruppi politici che, rappresentando a malapena sé stessi, difendono l’indifendibile. E che sono ancora appiattiti sulle posizioni titine. Queste persone dimenticano i fatti e come loro caratteristica deformano la verità rispetto al dramma delle foibe, degli esuli, e dei rimasti. Tutte storie che vale la pena ricordare, studiare e diffondere, su cui c’è ancora tanto lavoro da fare”.

Rampelli: “La vergogna è tutta dei negazionisti”

A ricordare poi che la vicenda è l’ennesima alzata di capo di un negazionismo durissimo a morire è stato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “Le parole di Rifondazione Comunista sono fuori dal tempo”, ha commentato Rampelli, ricordando che esiste una legge dello Stato che istituisce il 10 febbraio come Giorno del Ricordo. “Norma – ha ricordato ancora Ramepelli – è stata seviziata, trucidata e poi gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi. Oltre 10mila italiani uccisi per mano del regime comunista di Tito; un dramma che si è consumato anche attraverso l’esodo di 350mila istriani, giuliani e dalmati dalle loro terre alla fine della seconda guerra mondiale”. “Una pagina buia della nostra nazione, mistificata per decenni dai libri di testo scolastici e oggi, a quanto pare, ancora negata. Ringraziamo la Giunta comunale di La Spezia per l’intitolazione alla Cossetto. La vergogna – ha concluso Rampelli – è di chi continua ad oltraggiare la memoria degli italiani e delle vittime delle foibe”.

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