Foibe, ammainato il tricolore di Basovizza. Gasparri: “Un fatto inaccettabile. Vergogna!” (video)

lunedì 13 luglio 15:55 - di Gigliola Bardi
tricolore basovizza

Il Quirinale aveva smentito. Eppure oggi, in occasione della visita congiunta di Sergio Mattarella e del presidente sloveno Borut Pahor a Basovizza, un tricolore è stato ammainato. Si tratta di quello sul pennone più alto, che sempre sventola sul monumento in ricordo degli italiani infoibati. A denunciare la possibilità che accadesse era stato ieri il senatore Maurizio Gasparri, che oggi mostra il video in cui i timori della vigilia hanno trovato conferma.

Gasparri: “Vergogna! Il tricolore di Basovizza doveva restare dov’era”

“A Basovizza hanno ammainato la bandiera che permanentemente sventola sul monumento nazionale che ricorda le migliaia di italiani infoibati dai comunisti di Tito perché, per la presenza di Mattarella e del presidente sloveno Pahor, bisognava issare su altri pennoni le bandiere della Slovenia, dell’Italia e dell’Europa”, ha spiegato Gasparri sulla sua pagina Facebook, postando insieme il video in cui la bandiera viene ammainata. “Si poteva e si doveva mantenere sul pennone più alto la bandiera italiana. Questa momentanea direttiva di cambiamento è inaccettabile”, ha commentato Gasparri, per il quale chi ha dato la direttiva deve “vergognarsi”. “Si potevano mettere le altre tre bandiere sui pennoni più piccoli. Ma non si doveva ammainare la bandiera sul pennone più in alto”, ha sottolineato ancora il senatore azzurro.

Una visita con qualche luce e diverse ombre

Per Gasparri, “comunque la presenza per la prima volta del Presidente della Repubblica Mattarella alla Foiba di Basovizza è un importante e ulteriore atto di omaggio alle vittime della pulizia etnica attuata dai comunisti guidati da Tito. Ancor più rilevante la presenza del presidente della Slovenia Pahor”. “Per la prima volta – ha ricordato il senatore – un rappresentante di uno degli Stati nati dalla fine della ex Jugoslavia si reca sul luogo di uno dei più tragici eccidi di italiani“. Detto ciò, però, “lascia perplessi che l’omaggio agli italiani innocenti sterminati per odio etnico, venga accompagnato dalla visita a un monumento eretto a quattro sloveni condannati nel 1930 a seguito di gravissimi atti criminali“. “Non sono eventi assimilabili”, ha ammonito Gasparri. Quanto alla “consegna alla comunità slovena dell’ex albergo Balkan – ha aggiunto – non si può che rimanere sorpresi per tale atto, privo di reali motivazioni”.

“Il mondo dell’esodo aspetta atti concreti”

Dunque, “a questo punto ci si attende dalle istituzioni italiane, governo e non solo, atti concreti per il mondo dell’esodo Giuliano-dalmata: immediata restituzione di 179 beni lasciati in libera disponibilità degli esuli italiani, già proprietari, come previsto da accordi del 1983; lapidi multilingue in territorio sloveno nei luoghi del martirio di italiani; indennizzi agli italiani esiliati e creazione, con adeguati mezzi, di una Fondazione degli esuli italiani, dando seguito a decisioni contenute in trattati. Queste ed altre iniziative devono essere prese ora e subito. E a tal fine – ha concluso Gasparri – presenteremo una mozione parlamentare. Non alimentiamo toni polemici, ma aspettiamo rapidi atti di riequilibrio in Slovenia e in Italia“.

A Basovizza hanno ammainato la bandiera che permanentemente sventola sul monumento nazionale che ricorda le migliaia di italiani infoibati dai comunisti di Tito perché, per la presenza di Mattarella e del presidente sloveno Pahor, bisognava issare su altri pennoni le bandiere della Slovenia, dell'Italia e dell'Europa.Si poteva e si doveva mantenere sul pennone più alto la bandiera italiana. Questa momentanea direttiva di cambiamento è inaccettabile. Vogliamo mostrare queste immagini perché chi ha dato questa direttiva si vergogni. Si potevano mettere le altre tre bandiere sui pennoni più piccoli, ma non si doveva ammainare la bandiera sul pennone più in alto.Comunque la presenza per la prima volta del Presidente della Repubblica Mattarella alla Foiba di Basovizza è un importante e ulteriore atto di omaggio alle vittime della pulizia etnica attuata dai comunisti guidati da Tito. Ancor più rilevante la presenza del presidente della Slovenia Pahor. Per la prima volta un rappresentante di uno degli stati nati dalla fine della ex Jugoslavia si reca sul luogo di uno dei più tragici eccidi di italiani. Lascia perplessi che l’omaggio agli italiani innocenti sterminati per odio etnico, venga accompagnato dalla visita ad un monumento eretto a quattro sloveni condannati nel 1930 a seguito di gravissimi atti criminali. Non sono eventi assimilabili. Per quanto attiene la consegna alla comunità slovena dell’ex albergo Balkan non si può che rimanere sorpresi per tale atto, privo di reali motivazioni. A questo punto ci si attende dalle istituzioni italiane, governo e non solo, atti concreti per il mondo dell’esodo Giuliano-dalmata: immediata restituzione di 179 beni lasciati in libera disponibilità degli esuli italiani, già proprietari, come previsto da accordi del 1983; lapidi multilingue in territorio sloveno nei luoghi del martirio di italiani; indennizzi agli italiani esiliati e creazione, con adeguati mezzi, di una Fondazione degli esuli italiani, dando seguito a decisioni contenute in trattati. Queste ed altre iniziative vanno prese ora e subito. E a tal fine presenteremo una mozione parlamentare. Non alimentiamo toni polemici, ma aspettiamo rapidi atti di riequilibrio in Slovenia e in Italia

Pubblicato da Maurizio Gasparri su Lunedì 13 luglio 2020

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