Dottoressa colpita da infarto dopo un’aggressione, la rabbia dei medici: «Non ne possiamo più»

lunedì 20 luglio 19:44 - di Fulvio Carro
dottoressa infarto

Ancora violenze contro i medici. Stavolta ha avuto conseguenze gravissime. Una dottoressa del 118 è stata aggredita lo scorso 12 luglio a Lago Patria, frazione del Comune di Giugliano in Campania, nella provincia di Napoli. È stata colpita con calci e pugni e, per questo, è stata ricoverata all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. I colleghi del nosocomio flegreo le hanno riscontrato un trauma costale, ma anche un infarto in corso. La donna è stata così sottoposta a un intervento di angioplastica ed è stata dimessa soltanto lo scorso venerdì 17 luglio, cinque giorni dopo.

Dottoressa aggredita, rabbia e solidarietà

Solidarietà alla dottoressa è arrivata dal direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore.  «Ancora una volta ci troviamo ad esprimere solidarietà a colleghi che sono stati oggetto di violenza da parte di chi li aveva chiamati in soccorso. Esprimo la massima vicinanza e solidarietà alla collega oggetto dell’aggressione. Gli angeli del Covid-19 sono tornati ad essere il bersaglio di cieca aggressività. Già in altre occasioni ho verificato l’impossibilità per l’Azienda di mettersi al fianco dei sanitari, costituendosi parte civile».

In campo la Federazione nazionale degli Ordini dei medici

Interviene Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). «Purtroppo, siamo costretti a prendere atto di una recrudescenza di episodi di violenza contro gli operatori sanitari, dopo una diminuzione dovuta al lockdown. Giovedì 23 luglio vedremo la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ringraziamo per aver prontamente dato seguito alla nostra richiesta di incontro. In quell’occasione chiederemo, ancora una volta, che sia calendarizzato al più presto in Aula al Senato il Disegno di Legge 867, in vista di una sua celere approvazione in via definitiva».

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