Di Battista delira su Berlusconi: “Finanziò i killer di Borsellino, nessuna riabilitazione”

mercoledì 1 luglio 14:53 - di Monica Pucci

Cosa non si fa recuperare le simpatie del popolo grillino e del potentissimo partito del “Fatto Quotidiano“?Attaccare Silvio Berlusconi più di quanto faccia perfino Marco Travaglio, distillare veleno, fantasticare su vicende di mafia mai dimostrate nei tribunali. Alessandro Di Battista, emarginato e snobbato dopo le sue sfortunate uscite su Conte e le mortificazioni pubbliche subite da Grillo, rientra in campo sul tema delle discusse sentenze sul Cavaliere. Negando, ovviamente, qualsiasi complotto delle toghe rosse.

Di Battista contro Berlusconi “il mafioso”

“Mi ero ripromesso di non scrivere più nulla su Berlusconi ma credo sia un dovere morale respingere questo
pericoloso tentativo di capovolgimento della realtà”. Lo scrive Alessandro Di Battista su Fb a proposito delle ultime rivelazioni sulle sentenze politicizzate contro Silvio Berlusconi.”Mi riprometto anche adesso di non tornare più su B. ma so che mi sentirò in dovere di farlo ogni qual volta ci sarà qualcuno che proverà a riscrivere la storia spruzzando un po’ di essenza di fake news sul letame dell’immoralità. La più ipocrita è la Meloni che fa finta di prendere a modello Borsellino ma contemporaneamente definisce Berlusconi – ovvero colui che diede centinaia di milioni di lire all’organizzazione che fece saltare in aria proprio Borsellino – un perseguitato dalla giustizia”.

Le accuse alla destra

“Oggi Libero e Il Giornale titolano: ”La giustizia si vergogni. Condannò Silvio senza motivo” e ”Le carte del golpe ed il silenzio dei complici”. L’offensiva è partita perché è spuntato fuori un audio di una conversazione tra B. ed Amedeo Franco, uno dei 5 giudici di Cassazione che nel 2013 lo condannò definitivamente per frode fiscale. Franco (registrato di nascosto) andò da B. e gli disse che non era d’accordo con quella condanna etc, etc. Il perché di questo inchino fatto con il capo cosparso di cenere non lo sapremo mai perché Amedeo Franco nel frattempo è deceduto”.

“Ma sappiamo che quest’audio (e non è un caso) è uscito – prosegue il grillino – a giudice morto perché se fosse uscito quando Franco era ancora in vita gli sarebbero piombati addosso processi per violazione di segreto d’ufficio e cause per diffamazione da parte degli altri giudici che avevano condannato B. Sappiamo che Amedeo Franco non solo non si oppose alla sentenza di condanna ma che nei mesi successivi partecipò alla scrittura delle 208 pagine di motivazione firmandole tutte quante. Sappiamo che B. venne condannato (I grado, Appello e Cassazione) in totale da 12 giudici diversi”.

“Il Cavaliere meritava anni di galera”

E qui arriva la parte più forte, in cui Di Battista fa suo il teorema Travaglio.

“Sappiamo che B., oltre ad aver pagato la mafia e aver creato con la frode fiscale fondi neri da utilizzare a suo  iacimento, è stato salvato più volte -prosegue Di Battsita- dalla prescrizione o dalle depenalizzazione dei reati dei quali era accusato, su tutti il falso in bilancio. Sappiamo che se non fosse entrato in politica la prescrizione non sarebbe mai stata dimezzata (legge ex-Cirielli) e il falso in bilancio mai depenalizzato. Sappiamo che in tal caso B. non si sarebbe mai salvato dai processi e si sarebbe fatto anni e anni di galera”. Sappiamo che in un Paese normale tutto questo sarebbe stra-conosciuto e nessun tentativo di inquinamento storico verrebbe mai tentato”.

In un Paese normale fanno fede le sentenze e i tribunali, in Italia Travaglio e Di Battista…

 

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