Covid-19, virus indebolito, mascherine utili, nuova ondata? Non sappiamo nulla. Silvestri: “Nessuna verità in tasca”

giovedì 2 Luglio 16:20 - di Prisca Righetti
Covid-19 e scienza foto Ansa

Covid-19: virus indebolito, mascherine utili, nuova ondata? Non sappiamo nulla. Per il professor Silvestri, ricercatore negli Usa l’unica certezza del momento che è «la scienza non ha nessuna verità in tasca». Almeno per ora, insomma, coronavirus e pandemia, farmaci e misure di prevenzione, sono un mistero. L’incertezza domina su tutto: su ogni aspetto che riguarda epidemia e ricerca scientifica. Ma non per qualche sospetto dietrologico o dubbio amletico. Semplicemente perché di questo virus, come di altri apparsi all’orizzonte, sappiamo ancora poco o niente. E la stessa ricerca procede per tappe: acquisendo in parte, ipotizzando per il resto. E allora: «Il virus si è indebolito? Non lo sappiamo. Tornerà in autunno? Non lo sappiamo. Quanto servono le mascherine per uso “universale”? Non lo sappiamo. Quando ci sarà un vaccino efficace per uso di massa? Non lo sappiamo. Quanto sono veramente servite le chiusure? Non lo sappiamo». Dunque, al momento almeno, l’unica certezza è quella socratica dalle filosofiche ascendenze: sappiamo di non sapere.

Covid, Silvestri: «Virus indebolito, mascherine, nuova ondata? Non sappiamo nulla»

Un dogma, quello della docta ignorantia, che si adatta perfettamente alla realtà di oggi, funestata dall’epidemia di Covid-19. Quelli sopra elencati, infatti, sono alcuni dei quesiti ancora aperti nella pandemia di Covid-19, elencati dal virologo della Emory University di Atlanta, Guido Silvestri, sulla pagina Facebook “Pillole di ottimismo“, che il professore ha lanciato con la collaborazione di una squadra di colleghi. «Il mio pubblico è chi vuole studiare e imparare con me – chiarisce lo scienziato italiano, docente negli Usa –. Quelli che hanno già la verità in tasca fanno meglio a rivolgersi altrove». Non solo. Spiegando un intervento dal titolo esplicito “Il peso dell’incertezza“, Silvestri aggiunge anche: «Mi rendo conto di come molte persone, in questa pandemia, facciano fatica ad accettare le incertezze intellettuali e scientifiche di un quadro conoscitivo in continua evoluzione. Pensano che ci sia la risposta a tutto. E magari si irritano se segnaliamo incongruenze o limitazioni nella conoscenza».

«Cercherò di spiegare ciò che sappiamo», partendo da una certezza: molto poco

E ancora. Silvestri riconosce che «vedersi cambiare l’evidenza sotto gli occhi è difficile per tutti. E ancora di più per chi non è uso al metodo e alle sfide della scienza. Per cui in tanti si rifugiano in “opinioni” di tipo dogmatico dalle quali, evidentemente, traggono un qualche conforto psicologico (“negazionismo”, “chiusurismo”, eccetera). Io però, nel mio piccolo – promette e rassicura l’esperto – cercherò di spiegare ciò che invece sappiamo, giorno dopo giorno. Guidato da scienza e coscienza, con pazienza e onestà intellettuale». E, ci pare di capire, partendo da una granitica certezza: essere sicuri di sapere di non sapere. Almeno per il momento…

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