Condanna a Berlusconi, Bonafede fa il furbetto in aula. Nessuno ci casca: «Fai come Ponzio Pilato»

venerdì 10 Luglio 7:38 - di Liliana Giobbi
Bonafede

La diffusione dell’audio del giudice Amedeo Franco sulla sentenza di condanna a Berlusconi arriva in aula. A (non) chiarire è il ministro Alfonso Bonafede. Risponde a un’interrogazione di Italia Viva. E sceglie la via della fuga. Parla in politichese, cerca di svignarsela dai punti cruciali. Non va al sodo, gira attorno all’argomento. Non può dare dispiaceri ai Cinquestelle, che considerano il Cav il “male assoluto”. Una sceneggiata assurda, su un tema che è cruciale e che provoca reazioni a catena. C’è chi lo paragona a Ponzio Pilato e chi invece dice chiaro e tondo che fa il furbetto.

Bonafede interviene dicendo poco o niente

Le frasi arzigogolate suscitano rabbia. Il ministero della Giustizia, dice, «compie accertamenti tendenti a chiedere, eventualmente, l’esercizio dell’azione disciplinare da parte del competente organo istituzionale a ciò preposto davanti al Csm, cioè la Procura generale presso la Corte di Cassazione». Una specie di rebus irrisolto. Poi aggiunge: «L’accertamento deve muovere da fatti circostanziati e specifici, relativi esclusivamente a magistrati attualmente in servizio».

La beffa della conclusione

Poi arriva alla rassicurazione che sa di beffa. «Con riferimento alla vicenda oggetto di interrogazione», dice Bonafede, «laddove dovessero emergere profili fattuali di questo tipo nella cornice di competenze che ho evidenziato, gli uffici effettueranno tutte le valutazioni del caso nel termine annuale loro assegnato».

I renziani: «La risposta di Bonafede è insufficiente»

I renziani non ci stanno e prefigurano un seguito che ai Cinquestelle non va bene. «Dal ministro Bonafede è arrivata una risposta insoddisfacente sulla vicenda della condanna di Berlusconi», afferma Davide Faraone. «Valuteremo l’accertamento in sede parlamentare e l’avvio della commissione di inchiesta».

Forza Italia: commissione d’inchiesta

Forza Italia reagisce duramente. «Bonafede in politichese», sbotta Maurizio Carrara. «La questione è chiara: c’è stata o non c’è stata una persecuzione giudiziaria, per fini politici, contro il presidente Berlusconi che è arrivata a condannarlo ingiustamente? Noi riteniamo che questo accanimento giustizialista ci sia stato

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