«Ci farà precipitare»: nella maggioranza è rivolta contro Conte. Ecco cosa rivela una “gola profonda”

sabato 11 luglio 18:11 - di Viola Longo

Il Pd non lo tollera più. Il M5S sta già pensando all’alternativa. Matteo Renzi gli sussurra i suoi proverbiali “stai sereno”, mentre manovra per farsi assegnare qualche poltrona di governo in più. Una “gola profonda” della maggioranza conferma che è in atto una rivolta contro Giuseppe Conte. Il premier si troverebbe dunque a un passo dal benservito e che c’è chi, pur di toglierselo dai piedi, sarebbe perfino disposto a giocarsi la carta delle elezioni anticipate. O, almeno, a far credere al M5S di essere pronto a farlo.

 Zingaretti cerca una via d’uscita

«I dem fanno questa minaccia solo per spingere il M5S a cambiare premier», ha spiegato una fonte interna al Giornale, che ricostruisce tutti i malumori intorno al premier e tutti i fattori che, giorno dopo giorno, lo rendono sempre più debole. Fra questi c’è anche la debolezza di Nicola Zingaretti, al lumicino sia come segretario del Pd sia come presidente di Regione. Secondo l’insider, «Franceschini, Guerini e Orlando scalpitano per prendere il suo posto. Zingaretti vorrebbe perciò entrare nel governo per salvarsi, ma se lo fa rafforza Conte che i suoi parlamentari non vogliono più a Palazzo Chigi». È qui che si affaccia l’ipotesi del voto anticipato, che consentirebbe a Zingaretti di rinnovare i gruppi parlamentari che sono ancora quelli scelti e fatti eleggere da Renzi.

Conte nelle mani di Renzi

Proprio Renzi, però, giostra per evitare le urne, che per lui potrebbero rivelarsi fatali. Piuttosto, punta a ottenere un vantaggio di poltrone dalle difficoltà del premier, che si sarebbe di fatto consegnato nelle sue mani nella speranza che qualche parlamentare di Forza Italia passi a Italia Viva, puntellando il suo governo. Per questo, spiega il Giornale, Conte starebbe prendendo tempo su legge elettorale e sulla revoca delle concessioni autostradali a Benetton. Questo ragionamento del premier ha però una falla di fondo, che la fonte di maggioranza evidenzia.

Anche il M5S in rivolta contro Conte

Conte, a differenza di quello di cui è convinto, non ha più il pieno appoggio del M5S, che diventa sempre più insofferente per il suo attendismo su certi dossier e la tendenza ad accentrare su altri. Leggi: autostrade, appunto, e proroga dello stato d’emergenza. «Ma si è reso conto che vuol fare lo sceriffo senza avere le stellette?», sarebbe la lamentela che circola tra i senatori grillini e che la fonte riporta al Giornale. «Questo atteggiamento ci farà precipitare», è la riflessione pentastellata, mentre in casa Pd sono convinti che «Conte vuole lo Stato d’emergenza perché così può continuare ad aumentare i fan su Facebook». «Basta con lo show Conte-Casalino. Sono insopportabili», è l’altolà che arriva dal Nazareno, dove il destino di Conte appare ormai segnato: via da Palazzo Chigi. Uno scenario nel quale andrebbe inquadrato anche l’incontro di Luigi Di Maio con Mario Draghi.

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