Cacciari a Pd e 5S: «Siete deboli. E chi pensa maggioranze diverse ha preso un colpo di sole»

venerdì 3 luglio 11:59 - di Aldo Garcon
Cacciari

Massimo Cacciari non usa mezzi termini per spegnere le speranze di chi vuole restare a tutti i costi al governo. «Se salta Conte si va a votare, non ci sarà nessun ribaltone. Chi pensa a maggioranze diverse è sotto l’evidente effetto di un colpo di sole». In un’intervista a Italia Oggi l’ex sindaco di Venezia dà la sua chiave di lettura della lite sugli appalti e le semplificazioni, dello scontro sulla giustizia, delle divisioni sul Mes. Sono «tutte prove di un governo incapace di governare, di una maggioranza paralizzata». Zingaretti «ha una leadership inconcludente e inconsistente», afferma Cacciari.

«Intercettazioni sul Cav? Hanno scoperto l’acqua calda»

Mentre delle intercettazioni su Berlusconi, sostiene che «hanno scoperto l’acqua calda, io sono 30 anni che lo dico, che la magistratura fa politica. La sinistra non ha commentato? Male, molto male». Sul governo che vorrebbe riformare il Csm, «per carità – dice – Spero che non mettano mano alla giustizia, altrimenti ne usciamo come ne siamo usciti con la riforma del Titolo V, un disastro che ha sconquassato questo Paese e la finanza pubblica».

Cacciari: «Pd e 5S sono deboli. Siamo alla paralisi»

Durante la Fase 2 post Covid, continua Cacciari, «speravo che partendo da una condizione di emergenza, da uno stato di necessità, Pd e M5S riuscissero a elaborare un minimo di strategia. E invece non c’è stata nessuna composizione di contrapposte visioni. Sono due partiti deboli all’esterno e deboli al loro interno. Né il Pd né il M5S hanno preso atto delle trasformazioni avvenute e l’epidemia. Invece che fare da collante ha accentuato le rispettive debolezze e messo in luce l’assenza di strategia. Il risultato è che non abbiamo un governo che governi la crisi. Siamo alla paralisi».

Spietato sulla legge crescita e decreto rilancio. «Un profluvio di decretazione d’urgenza, decreti incasinati, procedure complicate, un inno alla burocrazia e all’assistenzialismo. Guardi cosa hanno combinato con il bonus per le vacanze, l’albergatore che decidesse di accettarlo sarebbe un pazzo».

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