Autostrade, Conte dov’è la vittoria? I Benetton sono ancora lì. E saranno soci dello Stato

mercoledì 15 luglio 16:54 - di Lando Chiarini
Benetton

Il tam tam diretto da Rocco Casalino ha cominciato a tambureggiare sin dalle prime ore del mattino. Obiettivo: tracciare il solco della comunicazione, condizionando quella degli altri. Degli alleati, soprattutto, rimasti sempre un po’ defilati rispetto alle guasconate di Conte sulla revoca ad Atlantia della concessione di Autostrade. Buon per loro, visto che alla fine la revoca non è arrivata mentre lo Stato si ritrova come socio, seppur a tempo, proprio quei Benetton che premier e grillini avevano giurato di voler radere (metaforicamente) al suolo in nome dei 43 morti di Genova.

Atlantia, controllata dai Benetton, vola in Borsa: +27%

La propaganda, si sa, ha le sue esigenze: più manca l’obiettivo, più s’affanna a dire che l’ha centrato. Prova ne sia che a cantare vittoria sono sia Conte, che voleva la revoca, sia la renziana ministra Bellanova, che l’avversava. È evidente che la soddisfazione di uno dei due è solo apparente. E non è difficile indovinare quale. Ma prova ne è anche l’impennata in Borsa del titolo di Atlantia (+27 per cento mentre scriviamo), controllata dai Benetton. Se è vero che i mercati votano ogni giorno, il balzo odierno è come un marameo lanciato dai risparmiatori all’indirizzo del presidente del Consiglio e dei suoi annunciati propositi di vendetta nei confronti del gruppo trevigiano.

Sulla revoca solo una sceneggiata per conquistare i 5Stelle

In realtà, la “battaglia” notturna combattuta l’altra notte nel Consiglio dei ministri era solo una sceneggiata con il finale scritto in anticipo. E la revoca della concessione solo una leggenda metropolitana cinicamente annunciata da Conte per ragioni di cucina interna ai Cinquestelle. Voleva ergersi a vindice dell’ammaccata identità grillina proprio mentre Luigi Di Maio stringeva le mani di Mario Draghi, Gianni Letta e di Gianni Mion, manager di Autostrade. Lui con i militanti, l’ex-capo politico con i poteri forti. Insomma, la revoca era solo ad “uso interno“, come la pomata per le emorroidi.  I parenti delle vittime del ponte Morandi, in nome dei quali il premier si diceva pronto a presentare il conto ai Benetton, dovranno aspettare ancora a lungo prima di veder realizzato tale impegno. Se mai lo sarà.

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