Attilio Fontana: «Basta fango, non mi dimetto. La Regione Lombardia non ha speso un euro»

martedì 28 luglio 8:28 - di Liliana Giobbi
Attilio Fontana

Basta con il fango. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non ha alcuna intenzione di dimettersi dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per il caso dei camici. «Scherza? Di benzina nel serbatoio ne ho tantissima, anzi devo accelerare per consumarla un po’», dice in un’intervista a Repubblica. Il presidente della Regione Lombardia ribadisce quanto spiegato nel suo intervento in Consiglio regionale. E precisa di essere stato informato dalla sua segreteria del contratto di affidamento diretto e senza gara a Dama, l’azienda del cognato, fra il 10 e il 12 maggio.

Attilio Fontana: «La Regione non pagherà»

«Glielo dico con sincerità, non posso giurare che fosse il 10 o il 12 maggio. Ma ricordo che ricevetti la notizia di questo contratto alla fine di una normale giornata di lavoro. Quindi, essendo il 10 maggio una domenica, poteva essere stato l’11 o il 12 sera», spiega. La delibera regionale che avrebbe dovuto convertire l’acquisto in donazione ancora non c’è. Ma, dice Attilio Fontana, «solleciterò Aria a completare velocemente il procedimento. Ed in ogni caso, dal punto di vista sostanziale, la Regione non ha pagato e non pagherà».

Il conto in Svizzera? «Tutto trasparente»

Poi parla del conto in Svizzera dal quale è partito il bonifico per ripagare il cognato dei camici consegnati. Attilio Fontana sottolinea: «Quel conto non solo è perfettamente legale e frutto del lavoro dei miei genitori, ma è dichiarato, pubblico e trasparente. È riportato nella mia dichiarazione patrimoniale pubblicata sin dal primo giorno del miomandato sui siti regionali come la legge prevede».

Parla il legale di Attilio Fontana

«Ho avuto un ampio scambio di vedute con i magistrati», ha intanto dichiarato Jacopo Pensa, legale del governatore. «Ho dubbi di fatto e di diritto sulla loro tesi. A settembre presenterò loro le mie risultanze».  «A inizio settembre valuteremo se farci sentire. Se sarà utile un incontro con i magistrati o se saranno sufficienti le carte della linea difensiva che sto iniziando a preparare».

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