Virus, Maglie al vetriolo: «La Cina è colpevole. Il mostro non è la pandemia ma questo orribile regime»

venerdì 26 giugno 11:55 - di Adriana De Conto
maglie

L’ ultimo libro di Maria Giovanna Maglie è tutto un programma, si intitola “Il mostro cinese. Le bugie di Pechino, gli errori di Roma. Cronaca di un pandemia che si poteva evitare”. Un istant e-book, disponibile sul sito della Piemme edizioni. Giornalista di lungo corso, sempre fuori dal coro, esperta di politica estera, non le manda a dire al “mostro”: «La Cina è colpevole», afferma la Maglie in un’intervista a la Verità, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro e rilanciato da Dagospia. «Il virus ci ha rivelato quanto danno può farci il governo di Xi Jinping. Prima, ha nascosto tempi e modi di diffusione del Covid. Poi, è riuscito usare l’ indebolimento del mondo e dell’ euro per le sue mire espansionistiche. Il mostro, quindi, non è solo la pandemia. Ma anche questo orribile regime di mandarini comunisti, che pensa di poterci conquistare e piegare».

Maglie: “Luigi Di Maio, l’amico di Pechino”

E’ questo uno dei passaggi chiave del suo colloquio sul libro appena uscito. Si sofferma, naturalmente, sul ruolo dell’Italia e del governo Conte2 che non cessa di biasimare nei suoi articoli e nei suoi interventi pubblici. L’Italia sta attuando una politica estera dissennata, accusa: «Tiene in piedi accordi commerciali che favoriscono solo la penetrazione di capitali e imprese nel nostro Paese. Da Huawei al porto di Trieste. I cinesi vogliono comprare tutto, a prezzo di saldo, approfittando della crisi post Covid».

“La nostra borghesia progressista è anti italiana”

Definisce il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, «l’ amico di Pechino». Spiega il concetto, che nasce da lontano: «Romano Prodi, Beppe Grillo, Luigi Di Maio: questo è l’ asse. Vi ricordate quello che diceva Giulio Tremonti anni fa? Ci avvertiva – leggiamo nell’intervista a la Verità – sulla penetrazione del potere cinese nel mondo politico e accademico. La nostra borghesia progressista è anti italiana. Prima la Russia, poi l’ Ue, ora incombe la Cina. C’ è sempre una potenza estera a legittimare i governi. Gli americani sono indignati per la nostra vicinanza a Xi Jinping».

“I consensi di Conte? Ci sono sondaggisti…”

Tornando al coronavirus, la Maglie ripete critiche più volte mosse ai ritardi colpevoli nel riconoscere il pericolo in atto. «Siamo stati i primi a essere colpiti. Eppure, per settimane, abbiamo sentito il centrosinistra vagheggiare. “Abbracciati un cinese”. “Mangia lo spring roll”. Per non parlare degli aperitivi sciagurati di Giuseppe Sala a Milano, con l’omologo romano Zingaretti. Scene ridicole a pensarci ora « I cinquestelle non volevamo scontentare Pechino. E il Pd pensava fosse una buona occasione di speculazione politica. Hanno sottovalutato e boicottato. Intanto, cercavano di logorare politicamente la regione più importante d’ Italia, governata dal centrodestra».

E allora, come mai, le chiedono, Conte gode di così ampi consensi? Se la ride maria Giovanna Maglie: «C’ è stata la paura. E ci sono i sondaggisti disonesti, di cui non rivelerò i nomi nemmeno sotto tortura. Per il resto, invita a ricordare l’ effetto Hillary Clinton. Ossia: svegliarsi la mattina delle elezioni, il 9 novembre del 2016, con il New York Times che le dava il 92 per cento dei consensi. Poi sappiamo come è andata. Con una differenza sostanziale: « Almeno negli Stati Uniti votano… ».

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