Violentata dagli immigrati, minorenne si vendica e accoltella un pachistano

giovedì 25 giugno 19:08 - di Redazione
immigrati

Immigrati la violentano e lei dopo mesi si vendica. Ad accoltellare un immigrato pachistano è stata una minorenne. L’immigrato era stato aggredito in piazza Testori, proprio dinanzi alla stazione ferroviaria di Novate Milanese. L’aggressione era avvenuta a novembre dello scorso anno. L’immigrato era stato trovato riverso sanguinante su una panchina da alcuni passanti. Il giovane era stato trasportato subito all’ospedale Niguarda di Milano. E si è salvato dopo un intervento chirurgico d’urgenza.

Immigrati la violentano, le indagini

Durante le indagini era stata subito trovata l’arma utilizzata dagli aggressori. Un coltello a serramanico che era stato abbandonato  nella stesso zona dell’aggressione. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno chiuso le indagini. Sono state fermate sei persone tra cui la ragazza minorenne, il fidanzatino ed un amico di quest’ultimo. Ai domiciliari anche lo stesso pachistano ed altri due connazionali. Tutti avevano preso parte allo stupro della minorenne avvenuto a gennaio del 2019. Inizialmente la ragazzina sentita come testimone, aveva dichiarato che quella sera aveva incontrato il pachistano. Perché voleva acquistare un iPhone. Telefonino che avrebbe poi voluto regalare al suo fidanzato.

Minorenne violentata, la drammatica storia

Poi aveva rivelato di conoscere l’immigrato. Ha spiegato che l’uomo l’aveva stuprata con altri suoi connazionali diversi mesi prima. Una storia terribile di cui non aveva mai fatto parola con nessuno. Durante l’interrogatorio aveva ricostruito i fatti. E aveva anche detto che il giovane quella sera aveva estratto un coltello e si era ferito da solo. Ma per carabinieri la verità è un’altra. Quella sera i ragazzi hanno messo a segno “un accurato piano di vendetta. Architettato dalla ragazza minorenne insieme al suo fidanzato, per punire il 19enne autore della violenza”. Gli investigatori hanno ricostruito la vicenda. E hanno scoperto che si era trattato di una vera e propria spedizione punitiva. Ai danni dello stupratore pachistano. Quella sera, approfittando del fatto che la ragazzina fosse ubriaca dopo una serata in discoteca, l’immigrato l’aveva stuprata. Non solo aveva esteso l’invito ad altri connazionali.

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