Vaticano, scoppia il più grande scandalo finanziario di sempre: veleni, truffe ed estorsioni

sabato 6 giugno 8:15 - di Paolo Sturaro
Vaticano

Estorsione da 15 milioni al Vaticano. È l’inquietante ipotesi che emerge dall’inchiesta di Oltretevere che ha portato all’arresto di Gianluigi Torzi. Il tutto nell’ambito delle indagini sull’acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra da parte della Santa Sede.

La stangata al Vaticano

Una vicenda che ha risvolti incredibili. È il più grande scandalo finanziario di sempre a Oltretevere, che l’Adnkronos rivela. Uno scandalo senza precedenti, che non risparmia niente e nessuno. La stangata al Vaticano tra truffe, veleni, raggiri. Non solo. Ci sono estorsioni, lotte di potere, loschi affari e faccendieri spregiudicati. Ma anche tradimenti consumati nei sacri palazzi, funzionari infedeli, rogatorie in Svizzera. Le indagini a Londra, il progetto di un bond da 30 milioni di euro con la Banca Popolare di Bari. Per poi arrivare a infiniti rivoli di denaro che portano lontano, lontanissimo, dall’obolo di carità per i poverelli a cui i tanti soldi spariti erano destinati.

L’immobile di Sloane Avenue

Il tutto si è consumato negli anni all’insaputa di Papa Francesco. L’arresto del broker per peculato, truffa, estorsione e autoriciclaggio provoca un terremoto.  Riflettori puntati sulla gestione “allegra” di centinaia e centinaia di milioni di euro relativa all’acquisto da parte della Segreteria di Stato Vaticana dell’immobile di Sloane Avenue nella capitale britannica. Il prezzo è triplicato rispetto al valore iniziale.

Il ruolo dell’imprenditore Torzi

Tutto, dunque, ruota attorno all’imprenditore Gianluigi Torzi, intervenuto nell’affare – secondo i magistrati pontifici – per risolvere l’impasse della partecipazione della Santa Sede al fondo Athena. Poi è diventato, secondo la procura del Vaticano, l’uomo in grado di tenere in pugno la segreteria di Stato fino a riuscire a estorcerle 15 milioni di euro.

Vaticano, i denari dell’Obolo di San Pietro

Per gli inquirenti il quadro si fa inquietante a cominciare dagli investimenti fatti dalla Segreteria di Stato nell’Athena Capital Global Opportunities Fund del noto finanziere Raffaele Mincione. Un’operazione  considerata anomala dalla magistratura vaticana già solo per il fatto che si fosse deciso di finanziare in parte il fondo con i denari dell’Obolo di San Pietro. Si destinava dunque somme possedute con vincolo di scopo per il sostegno delle attività caritatevoli a vere e proprie operazioni speculative.

Commenti

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  • Ferdinando 6 giugno 2020

    Incredibile, non c’è religione che tenga, un mondo di approfittatori, si trovano dove non dovrebbero esserci. Lascia un po di amaro in bocca, succedono in tutti i posti, dalla società civile, come in tutte le istituzioni.

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