«Un emerito cogli**e»: Mentana lapidario sullo sfregio a Montanelli, caustico con chi dissente

lunedì 15 giugno 14:48 - di Lara Rastellino
Enrico Mentana foto Ansa

Enrico Mentana superstar. Il direttore del Tg ci ha ormai abituato da tempo alle sue intemerate social, ma quest’ultima in particolare è davvero corrosiva. Almeno quanto contorta. Tutto parte dallo sfregio inferto alla statua dedicata a Indro Montanelli, collocata nell’omonimo giardino di via Palestro a Milanoimbrattata con della vernice, mentre sulla base campeggia la scritta «razzista, stupratore». Sull’omaggio scultoreo dedicato al giornalista sono stati versati almeno quattro barattoli di vernice rossa, lasciati sul posto. La vernice è stata versata a partire dal viso e colando ha ricoperto la maggior parte del monumento. Viceversa, sull’orribile gesto compiuto sono stati versati fiumi di parole. Tra queste, anche gli ultimi post di Mentana: con tanto di replica ai suoi detrattori online…

Il post di Enrico Mentana sullo sfregio a Montanelli

Dunque, sul suo profilo Facebook, Mentana posta: «Dei mille motivi per cui imbrattare la statua di Indro Montanelli è solo un gesto da vigliacchi ce n’è uno che non andrebbe mai dimenticato: che quel monumento sorge nel luogo in cui Montanelli fu colpito da un commando delle Brigate Rosse nel 1977». Impossibile non chiedersi: quali sarebbero per lui i mille motivi che giustificano un atto del genere? E davvero basta un motivo per oltraggiare un simbolo con tanto e tale spregio? Ma non è finita qui. Il direttore del Tg di La7 ha poi anche replicato a chi, commentando il suo post, ha infierito tra ironia e vis polemica, replicando: «Grande Mentana! Non si schiera mai tranne quando si mette dalla parte sbagliata». L’avesse mai digitato: Mentana non ci sta, e contro-ribatte immediatamente da par suo. Così, fuori dalle righe, risponde senza ulteriore possibilità di replica sentenziando: «un emerito cog…ne»...

La dichiarazione di Attilio Fontana: «L’odio sempre più dominante»

Intanto, sul caso proseguono le indagini. Dopo la rivendicazione della Rete degli Studenti di Milano, sul raid antagonista che in 41 secondi ha imbrattato la scultura, dall’Adnkronos apprendiamo anche che di recente i Sentinelli ((organizzazione laica e antifascista) ne avevano chiesto la rimozione con una lettera indirizzata al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Tutto sull’onda delle manifestazioni antirazziste scoppiate nel mondo dopo l’uccisione di George Floyd. Gli uomini della Digos per raccogliere elementi che possano portare all’identità di chi ha agito. E sul caso, si è espresso anche l presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, con una dichiarazione che non lascia margini a dubbi o interpretazioni “aperte”: Proprio non ci siamo. L’odio, la cattiveria e l’astio sono sempre più dominanti sul confronto civile e democratico. C’è da preoccuparsi seriamente»…

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