«So du’ vorte che me stuzzichi, du’ vorte che t’azzitto»: becero attacco di Chef Rubio a Mentana

venerdì 29 maggio 12:58 - di Chiara Volpi
Mentana e Chef Rubio foto Ansa

Non c’è niente da fare. Chef Rubio non se ne perde una pur di polemizzare e mettersi in mostra sui social. Così, ancora una volta, invece di parlare di quello che dovrebbe conoscere: il cibo, s’attacca famelico agli strumenti del mestiere di Enrico Mentana, giornalista di lungo corso che, guarda caso, sull’uso delle parole funzionali al racconto di una vicenda ha costruito una carriera. E così si scatena la rissa social tra i due. L’ennesimo botta e risposta che, oltre ad animare l’ultimo, strumentale dibattito su razzismo e dintorni, dimostra una volta di più il desiderio di battere un colpo sul web pur di dimostrare di esistere. Di essere sempre sul pezzo.

Botta e risposta tra Chef Rubio ed Enrico Mentana

Botta e risposta tra Enrico Mentana e Chef Rubio. Al centro della lite il caso di George Floyd, il 46enne afroamericano aggredito da un agente della polizia di Minneapolis e morto soffocato durante l’arresto. «Periodicamente l’America si riscopre esposta al morbo dell’odio interetnico», ha commentato la vicenda il direttore del TgLa7. la scelta delle parole del giornalista però, ha scatenato la furia del cuoco. Il quale, prontamente, ha sottolineato in rosso la parola odio interetnico, correggendola con il termine più obsoleto che però, guarda caso, altro non è che un abusato sinonimo. «Pensavo fosse razzismo, invece era odio interetnico», ha commentato polemico Rubio. Immedia la replica piccata del suo interlocutore social: «Qualcuno spieghi a costui che sono la stessa cosa. L’odio gli ha dato alla testa»…

Il Tw in romanesco: «So du’ vorte che me stuzzichi e du’ vorte che t’azzitto»

Ma la vertenza non si chiude qui. Anzi, lungi dall’essere archiviata e derubricata, lo chef che di controversie se ne intende, si riprende la parola. E sfoggiando un romanesco consono all’attacco più plateale, risponde a sua volta a Mentana. Rincarando la dose della polemica via Twitter. «Ma poi caro Tony Mentana, so du’ vorte che me stuzzichi e du’ vorte che t’azzitto. Accanna che non so un webete ( Hahaah ancora rido ). Ma poi perché te rivolgi a me sempre in terza persona? Ah, ricerchi la òla dei tifosi. Me poi pure risponne, mica me te magno». Quindi, non ancora pago. E dimentico delle denunce piovutegli addosso per “istigazione all’odio razziale”, ben due solo nel 2019, commenta pure:«Comunque non è difficile scrivere la parola razzismo: raaaa zzzzzis mo. Riproviamo: raaaa zzzzzis mo. Bene, ci vediamo alla prossima puntata in cui proveremo a scrivere la parola Palestina, con la quale avete ancora tanti problemi. Studiate che non voglio rimandarvi a Settembre».

A proposito di controversie e di accuse di razzismo…

Dunque, tanto per rispolverare la memoria, e non solo al cuoco che ultimamente pensa più a speziare le polemiche che i piatti della nostra bella tradizione culinaria, ricordiamo che, come riporta Wikipedia tra gli altri: «Nel novembre 2019 Chef Rubio è al centro di alcune controversie in seguito a diverse sue esternazioni sulle reti sociali. In particolare, viene denunciato da un membro della comunità ebraica di Treviso per istigazione all’odio razziale dopo avere definito lo stato di Israele “esseri abominevoli”, criticando la sua politica nei confronti dei palestinesi». E che, solo qualche  giorno dopo, sempre lo stesso cuoco, «subisce una nuova denuncia per diffamazione, presentata da esponenti del partito Fratelli d’Italia, per avere utilizzato il termine “razzisti umbri” in seguito all’elezione di Donatella Tesei a Presidente della regione Umbria». e oggi che fa? Accusa Mentana per l’uso improprio del concetto. O meglio, del non utilizzo del termine…

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