Trans ricordata col nome da uomo sul manifesto funebre. Luxuria: «Atto di egoismo della famiglia»

lunedì 8 giugno 8:40 - di Roberto Mariotti
trans

Muore Alessia Ortense, trans 46enne, all’ospedale civico di Pescara. E sul manifesto funebre appare il suo nome anagrafico al maschile (Dino). Questo ha scatenato la rabbia degli amici e della comunità trans. Alla denuncia pubblica si è unita, su Facebook, anche Daniela Lourdes Falanga, presidente di Arcigay Napoli.

Trans, Luxuria: «Due mesi fa la stessa cosa a Pompei»

«È la seconda volta in pochi mesi che accade», commenta Vladimir Luxuria. «Due mesi fa a Pompei, ora a Pescara. Sul manifesto funerario c’è il nome da uomo, ma il defunto, in vita, aveva scelto di vivere da donna. È una mancanza di pietas».

«Se una famiglia ti vuole bene, ti accetta e ti rispetta»

Non solo. Si tratta di «un atto di egoismo e mancanza di accettazione da parte della famiglia che è davvero molto triste. La grande contraddizione del manifesto è al tempo stesso una mancanza di sensibilità. La crudeltà in questo caso è la contraddizione palese tra i riferimenti declinati al maschile e la foto femminile. Se una famiglia ti vuole bene», continua Luxuria, «ti capisce, ti accetta e ti rispetta. La pietas dovrebbe andare oltre il proprio egoismo».

Il post su Facebook di Giovanna Miscia

A dare notizia del fatto, un post denuncia su Facebook Giovanna Miscia, organizzatrice delegata per l’Abruzzo di Miss Trans Italia. «Un altro caso di mancanza di rispetto per l’identità di una persona trans», ha scritto. «Nemmeno da morta è stata considerata nel giusto modo». Poi aggiunge: «Non era una mia amica, ma una semplice conoscenza. Essendo al corrente della sua esistenza, mi sono meravigliata del nome maschile sui manifesti».

«Aggiungere al nome anagrafico quello d’elezione trans»

«Posso capire», dice ancora, «che si tratta di un momento molto delicato. Però sarebbe stato giusto almeno aggiungere al nome “anagrafico” quello d’elezione della ragazza. Oppure potevano metterlo tra parentesi o potevano scrivere “detta Alessia”».

Commenti

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  • Paolo Marchi 10 giugno 2020

    Beh, trovo che le osservazioni esternate sopra, siano corrette.

  • Francesco Ciccarelli 8 giugno 2020

    Gli stessi contestatori dicono qualcosa sugli stupri e sugli altri crimini, oppure si preoccupano di problemi inesistenti?

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