Toti: «Contro la Lombardia una campagna oscena. C’è chi continua solo riempirsi la bocca»

lunedì 1 giugno 9:11 - di Redazione
Toti

«Colpire il sistema Lombardia è qualcosa a cui un pezzo della politica italiana punta da tempo». Lo afferma Giovanni Toti in un’intervista alla Verità. «Sussidiarietà e integrazione tra pubblico e privato sono cose che purtroppo alcuni odiano. Ci saranno magari stati errori, ma quella contro la Lombardia è stata una campagna oscena», aggiunge il governatore della Liguria.

Toti: «Basta alimentare il terrore»

«Bisogna rovesciare il clima di incertezza e di terrore alimentati da troppi. In economia le aspettative valgono come i dati reali del Pil. Vedo una discussione spesso sterile e talora maliziosa», aggiunge  Toti. «Una discussione su dove prendiamo i soldi, mentre quasi nessuno si preoccupa delle effettive capacita di spesa del pubblico».

Le contraddizioni della coalizione giallorossa

«Tra gli effetti negativi del Covid», incalza il governatore, «c’è un’amplificazione di un difetto di fondo della coalizione giallorossa. Una parte pensa che un Paese possa andare avanti con sussidi vari (che nemmeno arrivano). Un’altra invece esprime il peggio del suo antico pregiudizio anti impresa».

Il Recovery Fund

Quanto a risorse come il Recovery Fund,  Toti afferma che «se arrivassero domani mattina, temo non sapremmo come usarle. Sento che alcuni si riempiono la bocca parlando di 170 miliardi, ma non spiegano perché non usiamo i fondi di cui disponiamo già».

Stop all’altalena comunicativa

«Le cose vanno nel modo giusto. Lo fa capire il fatto che adesso la linea della riapertura resista», dice ancora Toti. Che si augura sia finita «l’altalena comunicativa» degli annunci di chiusure e aperture. E aggiunge: «Si è passati da una pandemia clinica a una emotiva, con il rischio per il Paese di sacrificare 400 miliardi di Pil e un debito al 160 per cento».

Il ruolo fondamentale delle Regioni

«Se abbiamo aperto con linee guida non da laboratorio impazzito», incalza il governatore, «lo si deve alla spinta bipartisan delle Regioni. Quando sento spinte all’ipercentralizzazione o una messa in discussione del  regionalismo, mi stupisco. E mi chiedo: se non ci fosse la Conferenza delle Regioni, a che punto saremmo oggi?».

Toti: «Incoraggiamo il turismo interno»

Il turismo. «Se spargiamo incertezza, non si va da nessuna parte», conclude Toti. «Bisogna incoraggiare quello interno puntando sulla capacità della spesa pubblica».

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