Solinas: «La patente sanitaria per la Sardegna? Non è una barriera». Ma Zaia lo stoppa

lunedì 1 giugno 11:52 - di Giorgia Castelli
Solinas

Christian Solinas non molla. La Sardegna vuole essere una «terra ospitale e sicura dal punto di vista sanitario». E «con il governo stiamo cercando di trovare un punto di intesa per garantire questo equilibrio». Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna ad Agorà, parlando della proposta di una certificazione sanitaria per gli arrivi in Sardegna. «Noi proponiamo questo modello che è in linea con le tendenze internazionali e nazionali», ha ricordato Solinas facendo anche riferimento ai «protocolli per la ripresa dei campionati di serie A e dei set cinematografici» in base ai quali «i calciatori e gli attori faranno i test». Riguardo a chi critica l’utilità dei test, Solinas osserva: «Siamo ben consapevoli che tutti i test hanno un margine di errore, ma l’alternativa è il nulla, non fare filtri».

Solinas: «È una proposta di buon senso»

Un test sierologico per gli arrivi nella Regione, continua Solinas, «non significa mettere barriere, né creare discriminazioni. Ma solo insieme adottare filtri che ci consentano la tutela della salute contemperata con la giusta esigenza di una riapertura». Per il governatore, «la vicenda è stata strumentalizzata e mistificata contro ogni logica, la nostra è una proposta di buon senso sulla quale siamo disponibili a ragionare». «Vogliamo ospitare – dice ancora – il turismo con un plus in più».

«Il problema della Grecia – continua – è prevedere una quarantena. Mentre la nostra proposta dice che facendo un test prima della partenza, con tutti i limiti che siamo consapevoli ci sono, si arriva in Sardegna e si fa una vacanza senza quarantena».

In attesa dell’accordo col governo

«Entro il 3 dovremo fare questo accordo con il governo e cerchiamo un’intesa su questo modello fino all’ultimo». Ma qualora non si trovasse «avremo un sistema di controlli più articolato che prevede la registrazione all’ingresso e su una piattaforma e un questionario che ci serve per capire dove concentrare maggiori controlli».

Zaia: «La patente non dà garanzia»

Una posizione che continua a far discutere. In prima linea c’è Luca Zaia. Il presidente della Regione Veneto comprende «le perplessità e le preoccupazioni di un presidente come Solinas, che stimo. Ma è pur vero che non dobbiamo essere ipocriti e non sto dando dell’ipocrita a nessuno: il tampone trova il contagio almeno dopo 6-7 giorni, parlare di patente a seguito di tampone è inutile, il tampone è una foto istantanea». E «non dà tranquillità, né una garanzia».

Commenti

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  • Aldo Rovito 1 giugno 2020

    Il modello proposto dalla Sardegna, viene proposto anche dal governo regionale delle Canarie, in Spagna. Dovrebbe adottarlo anche la Sicilia.

  • fazio 1 giugno 2020

    spero che gli italiani per quest’anno cancellino la sardegna dalla cartina geografica, ci sono altre regioni che accolgono senza problemi visto anche i rincari dei biglietti aerei, dei traghetti e delle strutture alberghiere.
    Lo dice uno che ha casa in sardegna ma quest’anno mi vedono col binocolo.
    Il test sierologico se lo facesse lui se vuole venire nel continente.

  • Aldo Rovito 1 giugno 2020

    Quello proposto dal governatore Solinas è il modello che vorrebbe adottare anche il Governo delle Canarie.

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