Salvini: «Invece di intercettarmi, i giudici facciano luce sui 35 milioni per le mascherine fantasma»

sabato 20 giugno 10:22 - di Massimo Baiocchi
Salvini

La verità deve uscire fuori. «Sono venuto in Regione anche perché ci sono 35 milioni di mascherine fantasma che ballano nel Lazio». Ad affermarlo è Matteo Salvini, a Radio Radio. «Qui ci sono aziende a cui è stato dato un appalto che sono nate dopo la creazione dell’appalto. Se c’è un giudice a Roma, invece di passare il tempo a intercettare me, magari dia anche un occhio a come sono stati spesi i soldi dei romani e dei cittadini del Lazio. Non si parla di una mascherina ma di 35 milioni di euro….».

Salvini critica Conte su Villa Pamphilj

Poi il colpo a Conte. «’Se hai organizzato questo cinema a Villa Doria Pamphilj per dire che a luglio forse decidono che ti danno i soldi l’anno prossimo, allora hai sbagliato mestiere. Non devi fare il presidente del Consiglio». Parole durissime, anche perché la “famosa” Europa fa i suoi giochetti. «Europa, con calma… Tanto famiglie, lavoratori e imprenditori italiani non hanno fretta», dice con amara ironia il leader della Lega commentando il rinvio a luglio della decisione sul Recovery Fund.

Scuola, «da ricovero la storia dei divisori»

Nessuno sconto nemmeno alla Azzolina. «Sulla riapertura delle scuole è folle che dal ministero non sia arrivata ancora un’indicazione chiara su come riaprire. E quando riaprire», incalza Salvini, stavolta su 7Gold ad Aria pulita. «La storia dei divisori in plexiglas è da ricovero. Quindi che il ministro se la dimentichi. C’è un piano per sistemare  1747 scuole italiane perché costa due miliardi e 100 milioni di euro. L’hanno preparato i comuni dalle province italiane ed è sostenuto dalla Lega».

Da Salvini nuovo attacco a Bonafede

Infine, il “cazzotto” a Bonafede. «Altre violenze nelle carceri contro la Polizia Penitenziaria», dice Salvini. «Questa volta al Pagliarelli di Palermo, dove un detenuto nigeriano, condannato per omicidio e con problemi psichiatrici, ha aggredito due agenti. Solidarietà alle donne e agli uomini in divisa: nelle galere italiane mancano personale, sicurezza e – soprattutto – un ministro all’altezza».

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