Roberto Calderoli: «Mi sono preso gioco dei rossogialli. È stato facile, non sanno niente»

sabato 20 giugno 11:58 - di Franco Bianchini
Roberto Calderoli

Se la ride, Roberto Calderoli. Il caos scoppiato nell’aula di Palazzo Madama continua ad alimentare polemiche. Ma soprattutto sfottò. Perché la coalizione che si tinge di rosso e giallo ha fatto l’ennesima figuraccia. Frutto soprattutto dell’incapacità persino di conoscere le regole. Sono inesperti. Ingenui. Inadeguati.

Roberto Calderoli: «Ecco come ho messo lo sgambetto a Pd e M5S»

«Seguo quel che succede in aula», dice l’ex ministro e vicepresidente del Senato in un’intervista al Corriere della Sera. «E siccome conosco il regolamento a memoria, lo utilizzo per mettere in difficoltà la maggioranza». Racconta i due sgambetti piazzati all’ammucchiata giallorossa. Sgambetti che hanno costretto la presidenza del Senato prima a ripetere un voto (sul decreto che fissa le amministrative al 20-21 settembre). E poi ad annullare quello di fiducia.

«Loro ignorano il regolamento»

«Li ho beffati», spiega Roberto Calderoli. Non era difficile, in fondo. «Loro ignorano il regolamento. Si stava discutendo il decreto elezioni e ho notato le assenze nella maggioranza. Li ho contati: c’erano solo 27 senatori».

La richiesta del voto per alzata di mano

«Visto che nessuno aveva chiesto il voto elettronico, ho avanzato la richiesta di procedere per alzata di mano. Il risultato – afferma Roberto Calderoli – è stato a nostro favore. E li è scoppiato il finimondo. Nel caos sono riusciti a rientrare 30-40 senatori di maggioranza perché i parlamentari sono anche sulle tribune dove non ci sono i questori a controllare».

 «Forse non riescono neppure a capire le regole»

«Non mi tornavano i conti – aggiunge – e allora ho chiesto la verifica del numero legale. Ed è emerso che mancavano due voti. Si è dovuto annullare tutto». E conclude: «Molti della maggioranza il regolamento non lo conoscono o non lo capiscono».

Quella foto su facebook…

Ma non solo. Roberto Calderoli si dice essere «orgoglioso di finire nei cartelli di ‘pericolo’ per maggioranze traballanti e scricchiolanti…». Questo il commento del senatore della Lega alla foto pubblicata su Facebook che lo ritrae all’interno di un triangolo, per l’appunto come un pericolo.

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