Metodi sinistri in Spagna: da 11 giorni il governo non conta più i morti di Coronavirus

mercoledì 17 giugno 17:18 - di Penelope Corrado

In Spagna non si possono più dire i morti di coronavirus. Da undici giorni il governo socialista spagnolo non conteggia più i morti di coronavirus. I numeri sono fermi a 27.136. Un congelamento dei decessi, da regime sovietico, che ha indignato l’opposizione e che non trova eco sulla stampa internazionale. Il premier Pedro Sánchez, ha scelto infatti il congelamento ufficiale del conteggio dei defunti, come se fossero i morti di un attentato. Il numero è stato reso ufficiale e diventerà “verità di Stato”. Oggi Sànchez ha annunciato che il 16 luglio renderà omaggio ai “27.000 compatrioti” che hanno perso la vita per il pandemia.

Ci sarebbero almeno 16mila morti in più in Spagna

Il bilancio delle vittime ufficiale ammonta a 27.136 ma non include i defunti che hanno continuato a certificare gli enti locali da dieci giorni a questa parte. Né include coloro che hanno perso la vita a causa del coronavirus senza essere stati sottoposti a test. Per questo motivo, il presidente del partito popolare, Pablo Casado, ha accusato Sánchez di “nascondere 16.000 vittime” e che le morti reali sono almeno 43.000. Una stima conseguita in base alla mortalità in eccesso indicata dall’Ine (l’Istat spagnolo) e quelli forniti delle agenzie funebri.

La protesta di Santiago Abascal

Seguendo questa discussione, il leader dell’opposizione ha richiesto che Sánchez sia ritenuto responsabile e venga processato, come sta accadendo in altri Paesi in cui sono stati commessi errori durante la gestione della pandemia. “In Italia, il primo ministro Conte è ascoltato dalla magistratura per rispondere della sua gestione. In Francia, la Procura della Repubblica agisce d’ufficio contro il governo. In Finlandia licenziano una persona responsabile di un acquisto fallito di maschere. In Cile licenziano il ministro della Salute per aver truccato il conteggio dei morti “. Anche il presidente di Vox, Santiago Abascal, ha evidenziato il divario tra il numero effettivo di morti di Covid e il conteggio del ministero della Salute. Il politico sovranista parla di 48.000 morti e accusa Sánchez di aver causato “rovina, divisione degli spagnoli e di aver abusato delle istituzioni democratiche”. Secondo Abascal, “è impossibile per la Spagna emergere più forte dalla pandemia mentre Sánchez e il suo vice Pablo Iglesias, non mollano la poltrona”.

Commenti

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  • Andrea Marconcini 18 giugno 2020

    Questi sono metodi inaccettabili perché senza trasparenza e informazione è in serio pericolo la sicurezza di tutti.Purtroppo la Spagna non è l’unico grande Paese che ha commesso questo grave errore, penso alla Cina al Brasile e alla Russia dove nonostante il comunismo sia stato messo da parte si verificano ahimè riflussi inquietanti che fanno tornare indietro nel tempo.I Paesi dell’est Europa non fanno eccezione ma non me la sento di condannarli perché la loro storia è stata molto travagliata e costellata da numerosi e importanti stravolgimenti essendo passati dal regime nazionalsocialista di Hitler al comunismo di Stalin e dell’Unione Sovietica.Per troppi anni queste due spregevoli dittature assecondate e supportate da una costellazione di Stati fantoccio hanno privato l’umanità dei più elementari e fondamentali valori.Il cammino di disintossicazione non è del tutto giunto al termine ma grazie a Dio e alle nuove generazioni riusciremo a liberarci definitivamente da questi fantasmi una volta per tutte.

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