I conservatori europei ad Atreju. Abascal a FdI: «Siete l’avanguardia contro le oligarchie» (video)

domenica 22 Settembre 17:48 - di Giovanna Taormina

«Questo governo, il Conte bis, è frutto di un patto di poltrone. Ed è nato e telecomandato in Europa. Oggi abbiamo una grande opportunità, quella di poter incidere in Europa». Raffale Fitto, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento Ue, l’Ecr, dal palco di Atreju introduce i lavori dell’ultima sessione dal titolo “Un’Europa di nazioni libere e sovrane”. Ospiti dell’incontro sono Thierry Baudet, Santiago Abascal e Jan Zaharadil. Tre politici internazionali che fanno parte della famiglia europea dei conservatori e che hanno accettato l’invito di Giorgia Meloni ad essere a fianco di Fratelli d’Italia in questa importante fase della politica europea. Carlo Fidanza, capodelegazione in Parlamento europeo definisce i tre ospiti «tre patrioti europei che difendono le loro nazioni e quindi difendono con noi una visione  diversa della nostra Europa. Un’Europa degli Stati liberi e sovrani».

Atreju, Abascal: «Vi guardiamo come esempio»

«Da sovranista spagnolo dico che voi di FdI siete l’avanguardia contro le oligarchie politiche-culturali per salvaguardare il passato e il futuro dell’Italia, in Spagna vi guardiamo come un esempio…». Santiago Abascal, leader di Vox, è la star della terza e ultima giornata di Atreju. Il leader conservatore spagnolo, elogia la padrona di casa Giorgia Meloni e la platea lo accoglie con una vera e propria standing ovation, applaudendo molti passaggi del suo discorso. Abascal spara alzo zero contro “Bruxelles, le Nazioni unite, le ong e le lobby di sinistra” e difende Viktor Orban dopo le critiche di ieri, soprattutto da parte dei cinque stelle, per l’intervento del premier ungherese sul palco di Atreju. Il leader di Vox prende le difese anche di  Salvini-Meloni, il fronte sovranista italiano: «La cosa più grave è che quelli che denunciano la distruzione dell’Europa vengano trattati come delinquenti. Pensate alla criminalizzazione a Orban per il suo intervento qui, alle offese che riceve il popolo inglese, perché vuole uscire dalla Ue, agli insulti a Meloni e Salvini, perché dicono che
bisogna controllare le frontiere e rimandare a casa i clandestini…».

Thierry Baudet: «Gli italiani hanno diritto al voto»

«Sono molto dispiaciuto che ci sia questo governo in continuità» con il Conte primo. «Avevamo accolto con enorme favore le politiche anti-immigrazione di Salvini. Il popolo italiano ha
il diritto di andare a votare al più presto e dire la sua e indicare la direzione che deve prendere il Paese».  Thierry Baudet, giovane leader della destra olandese, presidente del Forum yoor Democratie dei Paesi Bassi. Dal palco di Atreju ha affermato: «Ci preoccupa moltissimo la nuova
Commissione europea, perché mette in primo piano l’agenda verde e utilizza i temi ambientali contro la sovranità e l’indipendenza dei governi nazionali e per imporre il loro potere. E di fatto un colpo di
Stato». 

Jan Zaharadil: «L’Ue non deve rafforzare i suoi poteri»

Jan Zaharadil, eudeputato ceco e presidente del partito dei conservatori europeo. «Questo per noi conservatori – ha detto nel suo intervento – non è un momento facile abbiamo un governo socialista in Spagna, Macron è una nuova versione dei socialisti e lo stesso è in Italia. Non sappiamo quello che accadrà in Germania e quando ho visto i risultati dei sondaggi, il partito dei Verdi sta superando quello dei Cristiano-democratici. Questo mi ha portato alla conclusione che i Cristiano-democratici non stanno più combattendo per i principi dei conservatori, piuttosto si tratta di un’agenda verde. Nei parlamenti europei è stato possibile riscontrare una maggioranza rosso-verde che punta sulla conservazione dell’ambiente ma vuole anche operare un cambiamento sistemico della nostra società». Poi l’attacco a Bruxelles: «Non si è mai impegnata a un ridimensionamento delle spese e a un ritorno dei poteri alle capitali europee. È questa l’Europa che dobbiamo contrastare».  E infine: «Non esiste un’unica demos europea. E non esiste che debbano essere rafforzati i poteri delle istituzioni europee. Perché di poteri ne hanno già abbastanza».

 

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