L’Anpi multata per aver violato il lockdown del 25 aprile: non vuol pagare

domenica 7 giugno 19:08 - di Leo Malaspina

L’Anpi non ci sta a pagare la multa di 400 euro. Perché loro, i partigiani, in piazza ci possono scendere in barba alle regole del lockdown, non come quelli di destra, criticati per i presunti “assembramenti” del 2 giugno a Roma.

L’ultima paradossale vicenda di “doppiopesismo” si registra a Cosenza, dove una donna, una “partigiana”, presidente dell’Anpi locale, si rifiuta di pagare la multa inflittale dalla polizia per aver violato il lockdown del 25 aprile. Aveva portato i fiori per un sit-in su un luogo simbolo della Resistenza.

La partigiana non rispetta le regole?

Maria Pina Iannuzzi era stata così multata per aver violato le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico Covid-19. Ma dopo aver incassato la solidarietà e l’indignazione del Pd locale, la donna si è decisa a fare ricorso al prefetto contro la multa.  Sostiene che avesse preso le giuste precauzioni e che l’obiettivo della sua uscita di casa era molto importante, quello di portare i fiori su un luogo simbolico, il Largo dei Partigiani, nella città vecchia. L’Anpi sottolinea inoltre che le associazioni partigiane e combattentistiche erano autorizzate a partecipare alle celebrazioni per il 75º  anniversario della Liberazione.

La conferma di quello che tutti sapevamo: alla sinistra era stato concesso di violare il lockdown per la Liberazione, alla destra non di manifestare liberamente in piazza, a lockdown, peraltro, ampiamente allentato.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • ida pellizzola 8 giugno 2020

    due pesi e due misure ,incredibile che in Italia il bello e il cattivo tempo lo faccia un giornale come IL FATTO QUOTIDIANO di un giornalista più giornalaio che giornalista come Marco Travaglio che si permette di utilizzare le pagine del suo giornale chiunque non la pensi come quella specie di carta straccia .

  • Giuseppe 8 giugno 2020

    poverini hanno fatto tanto per L’Italia e li trattano cosiii?

    CHIUDETE TUTTE LE LORO SEDI
    CI SI GUADAGNA DI SICURO !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Francesco Ciccarelli 8 giugno 2020

    L’Anpi sarebbe coerente se cambiasse statuto e si organizzasse come partito, oppure se i suoi soci aderissero a Rifondazione Comunista. Comunque dovrebbe evitare queste assurdità incongrue: i partigiani non sono scesi a sud della Pianura Padana, che ci fanno a Cosenza? Quanto alla contravvenzione, farebbero prima a pagarla perché di sicuro non ci rimetterebbero nulla di tasca propria!

  • Sergio 8 giugno 2020

    Questi sono i veri “fascisti” che non ottemperano alle leggi democratiche. Basta tollerare queste inadempienze solo perchè fatte dalla “sinistra”. La legge deve essere uguale per tutti.

  • Stefania 8 giugno 2020

    Questa innanzitutto non è ne equo ne democratico. A dimostrazione che tutto ciò che si defonisce di sinistra è dittatura.

  • lamberto lari 8 giugno 2020

    Ma come mai??? I figli degli anziani deceduti non hanno potuto partecipare alle esequie dei loro cari ed invece portare i fiori, che potevano essere deposti anche successivamente, va bene??? Astutamente la sig.a partigiana fa ricorso al Prefetto che avendo cose ben più importanti di cui occuparsi, quasi certamente non le risponderà e pertanto per decorrenza dei termini la multa potrà non essere pagata.
    Ah questi amici dell’ANPI ne sanno una più dei partigiani!!

  • eddie.adofol 8 giugno 2020

    Come volevasi dimostrare l’anpi ma questi sono i parassiti dei veri partigiani loro si credono sto cacchio e vonno fare come glie pare e piace appoggiati da sti scansafatiche di comunisti e sindacalisti della cgil – uil – cisl – che stanno anche nel governo questo è un governo di sindacalisti tutti gli eversivi quelli che rompono le vetrine ho che le fanno rompere stanno tutti lì al governo e ce stanno a umbriacà de immigrati che secondo Mattarella è tutto a posto tutto a posto sta minchia tra non molto sti immigrati se li trovamo anche co le stellette sulle spalline Qui na bella rivoluzione ce starebbe proprio bene facciamo un referendum e chiediamo agli ITALIANI se vonno la MONARCHIA o la Repubblica tanto sta Repubblica sta pensando a far star bene solo gli stranieri del mondo intero e noi abbiamo le forze armate che è diventato l’esercito della salvezza del mondo intero sono diventate delle belle statuine e con i fiori nei cannoni. GUERRA CIVILE——–

  • Giuseppe Forconi 8 giugno 2020

    Per favore, non stiamo ancora a criticare il loro fare.
    Sono partigiani combattenti ( anche se hanno 40 anni ) quindi chissa’ di quale lotta partigiana si sta parlando, ma loro sono comunisti e tutto possono meno essere democratici. Lasciateli friggere nel loro odioso olio stravecchio e bruciato, sognano ancora ma se la fanno sotto per i fantasmi. Sono talmente dei combattenti che se ci fosse una guerra sarebbero i primi a tagliare la corda, ma appartengono all’anpi, gente dura, dura di capire che la guerra e’ finita 75 anni fa. il loro motto e’ ” Resistere, resistere, anche dopo la purga.

  • claudio MARONE 7 giugno 2020

    Ma a Cosenza ci fu la Resistenza. Ma se furono talmente vigliacchi che nel 1860 non spararono un colpo sui garibaldini e piemontesi che invasero il loro regno e le loro case.
    Ma quand’è che si vuole affrontare il capitolo della così detta Resistenza i cui partigiani vennero fuori sono a guerra finita e che, come disse Montgomery, “non hanno accelerato di un giorno la liberazione dell’Italia”.

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica