Il virogolo Bassetti: “Il virus ha perso forza. La distinzione tra positivi e negativi non basta più”

sabato 13 giugno 14:00 - di Federica Parbuoni
virus

“Ora che le stesse cose che alcuni medici italiani stanno ripetendo da settimane, le dicono anche studiosi stranieri, speriamo che tutti si convinceranno del cambio che questa malattia ha avuto”. Il virologo Matteo Bassetti interviene sulle polemiche sollevate intorno alla perdita di forza del coronavirus, di cui aveva parlato il primario del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, attirandosi strali e accuse di avventatezza. E sottolinea che la comunità scientifica internazionale sta giungendo di fatto alle stesse osservazioni dei colleghi dell’ospedale milanese. “A questo punto – chiarisce – mi pare un dato di fatto” che il virus del Covid-19 come lo abbiamo conosciuto clinicamente non esiste più.

Bassetti: “Il virus ha perso forza e geni”

“La malattia da Sars-Cov-2 è oggi molto diversa da quella vista a marzo non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti e in Spagna. Come riportato dal quotidiano sudafricano SouthernTimes, anche i colleghi dell’Università di Pittsburg e dell’Arizona, oltre che di alcune università spagnole hanno osservato che il virus ha perso forza, è più debole e alcuni geni che c’erano all’inizio (probabilmente quelli che lo rendevano più aggressivo e letale) ora non ci sono più”, si legge sulla pagina Facebook del direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Bassetti si augura quindi che ora tutti prendano atto di questa nuova realtà.

Positivo e negativo non basta: serve la carica virale

“Sul problema dei tamponi e degli asintomatici, credo che refertare le risposte unicamente come positivi o negativi, senza la quantità di virus, possa risultare fuorviante”. Per Bassetti, invece, “bisognerebbe dare un numero. Ovvero una quantificazione delle particelle di virus presenti e determinare una soglia al di sopra della quale il soggetto positivo è contagioso. In assenza del ‘quanto’ rischiamo di commettere errori nell’isolamento di soggetti asintomatici positivi che potrebbe non essere necessario. D’altronde se il soggetto Hiv positivo con carica virale non rilevabile non trasmette l’infezione, probabilmente – conclude Bassetti – succederà lo stesso anche per Sars-Cov-2″.

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