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Zangrillo ribadisce: “Non sono Nostradamus, ma per me il Covid 19 è morto”

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  1. Luciano ha detto:

    Zangrillo parla della realtà di oggi (al momento il virus non determina più frequentemente casi molto gravi o mortali) ed esprime una speranza per domani (probabile assenza di una recrudescenza autunnale) ma ribadisce (“la paura era giustificata, io ho avuto molta paura”) la pericolosità della precedente situazione pandemica, alla base degli interventi restrittivi consigliati da CTS. Il problema dei suoi interventi è di tipo psicologico perché in un momento di apertura alla socialità nelle sue varie espressioni il suo approccio potrebbe indurre ad un completo rilassamento con la scomparsa di qualsiasi atteggiamento di prevenzione socio-sanitaria in un momento di svolta in cui, in realtà, non sappiamo quale possa essere l’evoluzione del fenomeno. Tra l’altro riferite nell’edizione di ieri che abbia erroneamente affermato che la precedente epidemia (la SARS, mortalità superiore al 30%) sia “scomparsa per sempre”, mentre nel 2019 sono stati riportati oltre 150 casi con un picco nel mese di febbraio (https://applications.emro.who.int/docs/EMCSR254E.pdf?ua=1&ua=1) e nuove positività in ogni mese dell’anno e nel 2020 circa 15 casi al mese tra gennaio e marzo (https://www.who.int/csr/don/05-may-2020-mers-saudi-arabia/en/) con casi riportati anche ad aprile e maggio (https://www.who.int/csr/don/archive/year/2020/en/). In altre parole la prevenzione è necessaria di fronte alla nostra reale ignoranza sui possibili scenari.

di Penelope Corrado - 2 Giugno 2020