I gilet arancioni arrivano a Roma ma Pappalardo non convince. Piazza semivuota

martedì 2 giugno 20:13 - di Redazione
gilet arancioni

A poche ore dall’affollata manifestazione del centrodestra a Piazza del Popolo sono arrivati i gilet arancioni. Poche centinaia di persone che non sono riuscite neanche a riempire metà della piazza. Con il gruppo dei manifestanti, anche il leader del movimento, il generale dei carabinieri a riposo, Antonio Pappalardo, che è arrivato nel pomeriggio. In piazza si sono alzati vergognosi insulti contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre agli inviti al premier Giuseppe Conte a dimettersi. Parole offensive  anche contro la stampa: «Siete venduti, protestiamo contro il sistema capitalistico liberale, siete dei bastardi», avrebbero detto i manifestanti ad alcuni cronisti, secondo quanto riporta Agi. Spintoni, urla e insulti gridati a distanza ravvicinata e senza mascherina. I gilet arancioni, come ricostruisce il Giornale, hanno aggredito anche la troupe di La7 arrivata in Piazza del Popolo per documentare l’arrivo di Pappalardo.

Gilet arancioni, Pappalardo sulla pandemia

«A quanto pare il coronavirus ha paura di me e non mi attacca. Gli esperti internazionali dicono che questa pandemia è una boiata», ha affermato in piazza del Popolo l’ex generale Pappalardo. «Prendo a schiaffi chi vuole mettermi la mascherina», ha aggiunto. «Siamo qualche centinaio», hanno osservato alcuni partecipanti alla manifestazione, durante la quale si sono viste poche mascherine e quasi mai il rispetto del distanziamento sociale. Il leader Pappalardo ha poi proseguito con i suoi slogan: «Popolo, esci dal guscio, scendi in piazza, ribellati!», ha detto. «Io non conto nulla, è il popolo che comanda e per eleggere un nuovo Parlamento dobbiamo avere una nuova legge elettorale. Bisogna stampare la nostra moneta nazionale, la Lira!».

Commenti

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  • fabio dominicini 3 giugno 2020

    Ma chi è Pappalardo ??
    Quello di “” lasciatemi gridare ……”” ???

  • rino 3 giugno 2020

    A parte i modi, condivido, ma gli italiani, a giudicare dalla scarsa partecipazione, non hanno il coraggio di tornare alla lira.
    La politica che ci governa da 19 anni è venduta all’Europa. Sta per finire un altro ventennio e questa volta speriamo sia nella prospettiva della ricostruzione e dell’uscita dalla catastrofe dell’unione europea e della sinistra venduta.

  • Giuseppe Forconi 3 giugno 2020

    Tutto giusto, ma non gonfiamoci troppo il petto, bisogna fare attenzione che la sinistra non demorde, non lascerebbe facilmente questa miniera d’oro solo perche’ perderanno le elezioni, useranno tutte le porcherie piu’ impensabili per frenare la sconfitta, esempio le puzzolenti sardine che pur non mordendo inondano la piazza di puzza, la pericolosa “anpi” anche se fatta da inetti ed inutili personaggi puo’ sempre vomitare odio. Poi c’e’ quella fascia di italiani ( italiani per modo di dire) che dipende fanaticamente dalla sinistra che se anche gli si dimostra il contrario non lascerebbero mai il loro credo.
    Quindi c’e’ molto da fare, un da fare che deve essere fatto con educazione e democrazia evitando di commettere disastrosi errori, meglio dimostrare al Mondo che si puo’ lottare anche a testa alta…… come dice la Bibbia, ” se ti danno uno schiaffo porgi l’altra guancia ” ma mai cadere nelle loro trappole. Correggetemi se sbaglio.

  • Claudio Bangrazi 2 giugno 2020

    O forse semipiena? E se la Digos non avesse bloccato a Fiano Romano molti pullmann di manifestanti quanti sarebbero stati!!! Una cosa é certa, Giorgia Meloni e Matteo Salvini devono darsi da fare perché l´opposizione fatta a parole, all´interno delle regole create apposta dal governo tiranno di farabutti europeisti, é una perdita di tempo ed un danno per il popolo italiano!!!

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