2 giugno, la piazza del centrodestra contro Conte. L’urlo dei manifestanti: «Libertà-libertà»

martedì 2 giugno 16:40 - di Giovanna Taormina
2 giugno

Il 2 giugno la piazza del centrodestra dà lo sfratto a Conte. Al corteo di Piazza del Popolo, non ci sono solo parlamentari dirigenti, amministratori laziali di FdI, Lega e Forza Italia. Con loro ci sono tantissime di persone comuni, semplici militanti. Tutti in carne e ossa. Tutti arrivati lì per manifestare il dissenso contro il governo. Via del Corso si trasforma in un grande Tricolore. E quando il corteo arriva di fronte al Plaza Hotel Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani da dietro le transenne, fanno le loro dichiarazioni.

2 giugno, Salvini: «La rabbia è comprensibile»

Per Salvini «è comprensibile la rabbia, ma dobbiamo costruire un percorso che porti l’Italia lontano senza dover aspettare aiuti esterni che tanto non arrivano». Giorgia Meloni lo dice da tempo e lo conferma anche il 2 giugno: «A dover affrontare la crisi economica debba essere un governo scelto dai cittadini». Per Tajani serve «una grande strategia per il Paese che deve essere costruita in Parlamento da tutte le forze politiche». Da Piazza del Popolo i leader del centrodestra guardano avanti. Riparte, dalla strada, l’attacco al governo giallorosso, che i tre leader accusano in coro, ritenendolo incapace di gestire la crisi. Salvini spiega così le ragioni della manifestazione: «Vogliamo raccogliere le proposte degli italiani dimenticati e che vogliono rialzarsi e portarle nel Palazzo», mentre alcuni dei manifestanti  urlano “libertà-libertà, elezioni-elezioni”. Lasciando infine posto all’inno di Mameli, principale colonna sonora della giornata. Per il leader della Lega sponda sono le parole di Mattarella: «Siamo qua per risolvere i problemi, non per protestare, ma per proporre soluzioni. Speriamo che in parlamento Pd e Cinque stelle ascoltino nei fatti l’appello del presidente della Repubblica».

Meloni: «Serve un governo che non scenda a compromessi»

Per Giorgia Meloni è chiaro che i problemi della gente non possono essere risolti da questo esecutivo. Dopo avere superato la crisi sanitaria servirà «un governo che non scenda a compromessi, che possa durare cinque anni, che faccia quello di cui ha bisogno questa nazione». Italia che «non ha bisogno di bonus monopattino, delle modifiche dei consigli di amministrazione, e delle consulenze milionarie per il ministero dello Sviluppo economico» attacca. Riferendosi «alle cose inserite nel Decreto rilancio che rischia di non rilanciare niente».

Tajani: «Servono riforme»

Il vicepresidente di Forza Italia, Tajani assicura: «Noi abbiamo una serie di proposte. Per utilizzare i fondi europei occorre fare molte riforme a cominciare da quella del fisco, della burocrazia, della sanità, della giustizia civile che con la sua lentezza provoca fino al 2% del Pil. Questo è lo spirito con cui noi di Forza Italia vogliamo dare una testimonianza qui a Piazza del Popolo. Nessun intento divisivo».

Commenti

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  • camuleon 3 giugno 2020

    Tajani, vicino a Giorgia e Matteo, è una stonatura. Lasciatelo a casa di Berlusconi.
    “Dudù” ha bisogno di un accompagnatore quotidiano per passeggiare nei giardini.

  • Pino 2 giugno 2020

    Bene, molto bene, il problema è e sarà mattarella il vero inventore e cocchiere di tutto quanto viene fatto per impedire le elezioni. Perché sa benissimo che avrebbe da fare i conti, quelli veri con impegni assunti. E in casa sua forse è chiaro cosa significhi non mantenere gli impegni……. C’è il napoletano sul trespolo che attende.
    Altro ‘biscottino’ da sgranocchiare, l’inviato del berlusca che fa il pesce in barile, similmente alle sardine! E’ tempo di spine e lische, in fervida attesa che in sicilia si
    impari a fare un buon porceddu, prima che si possa.

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