Golpe giudiziario, FI: «Commissione d’inchiesta sulla sentenza che condannò Berlusconi»

martedì 30 giugno 15:56 - di Francesca De Ambra
Golpe

Un golpeParola pronunciata un’infinità di volte da Silvio Berlusconi. Almeno ad ogni apertura di fascicolo giudiziario contro di lui. Neanche ci si faceva più caso, tante erano le volte che evocava il colpo di stato ai suoi danni ordito da mani invisibili con potenti terminali nelle Procure politicizzate. Anch’esse numerose. Grazie al trojan inoculato nel cellulare di Luca Palamara, ad una sentenza del Tribunale civile di Milano e ad un audio con la voce del giudice di Cassazione Amedeo Franco, estensore dell’unica sentenza di condanna subita dal Cavaliere, sappiamo finalmente che quella di Berlusconi non era un’ossessione. E sappiamo che poteri, in teoria  terzi e imparziali, hanno tramato per eliminarlo dalla scena politica e modificare il corso degli eventi in Italia.

È ufficiale: il golpe delle toghe non fu un’ossessione del Cav

Non stupisce, quindi, che Forza Italia abbia deciso di passare al contrattacco chiedendo una commissione d’inchiesta su quella specifica sentenza del 2013 e sull’uso politico della giustizia nel nostro Paese. Il golpe, appunto. Berlusconi era il bersaglio grosso, ma sono stati in molti a cadere nella ventennale guerra tra Parlamento e pm politicizzati. Grazie alle chat intercettate di Palamara, abbiamo infatti scoperto che Salvini andava indagato, direbbe Totò, “a prescindere”. A conferma che il volto del “bersaglio” delle toghe sporche può anche cambiare, ma non il suo schieramento.

Tajani e Gasparri: «Colpita la democrazia italiana»

Non esagera perciò Antonio Tajani quando afferma che il «golpe giudiziario» non ha colpito solo Berlusconi «ma la democrazia del nostro Paese». Del resto, se il relatore di una sentenza di condanna dice che la “sua” condanna è ingiusta, c’è solo da chiamare l’Onu, la Nato, gli angeli e gli arcangeli. Contro il leader del centrodestra ha agito – parole di Franco – un «plotone d’esecuzione», eseguendo un ordine venuto dall’alto. Nulla di più giusto, quindi, che il Parlamento indaghi per capire chi, in alto, abbia fatto pollice verso. «L’uso politico della giustizia, sempre fatto dalla sinistra e con la sinistra, ha caratterizzato per troppo tempo la storia italiana. Più che riforme servirebbero autentiche rivoluzioni», avverte Maurizio Gasparri. E neanche lui esagera.

 

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Commenti

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  • Marco 30 giugno 2020

    Gli sloveni si confermano, anche ora che occupano senza merito un posto nell’ Unione Europea, i soliti comunisti anti italiani.
    Ci mancava allora il comunista Fassino a correre in soccorso degli impuniti criminali sloveni, che al tempo in cui diventarono indipendenti mise una pietra tombale alle legittime rivendicazioni che l’Italia avrebbe avuto per la revisione degli infami trattati di Osimo di democristiana memoria, a firma del vicentino Rumor. Basta! Non un Italiano a portare un Euro in Slovenia per turismo questa estate. Se andremo in Istria e Dalmazia non faremo neppure benzina dagli sloveni.Boicottiamoli noi cittadini! Che provino la fame dei nostri esuli! Viva l’Istria italiana!

  • moraldi 30 giugno 2020

    allora viva la rivoluzione contro lo stato PD !!!!!!!!

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