«Fontana assassino, Sala zerbino»: l’ultima infamia coinvolge il sindaco e il Pd parla. Dov’è stato finora?

sabato 6 giugno 13:11 - di Lorenza Mariani
BeFunky-collage con foto Ansa di Sala (a sinistra) e Fontana

È comparsa in un sottopasso nel quartiere Chiesa Rossa di Milano una nuova scritta contro il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che questa volta se la prende anche con il sindaco di Milano: «Fontana assassino, Sala zerbino».

Fontana assassino, Sala zerbino: a Milano l’ultima infamia contro il governatore

La scritta, nella zona della periferia sud di Milano, è piuttosto lunga, occupando diversi metri del sottopasso. Altre scritte contro Fontana, rivendicate però dal Carc,  il partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, sono finite nel mirino degli inquirenti nelle scorse settimane. «Solidarietà al presidente Fontana per le inaccettabili minacce e al sindaco Sala per le offese altrettanto ignobili. Le nuove scritte comparse in zona Chiesa Rossa sono l’ennesimo episodio che testimonia un clima d’odio che fa male a Milano e alla Lombardia. La politica si fa con confronti, anche aspri, ma non con la violenza e le azioni vili. Chi sceglie questa strada troverà in noi sempre una ferma condanna». Così in una nota la segretaria metropolitana del Pd, Silvia Roggiani, a nome di tutta la Federazione. Era ora…

Solo ora il Pd si sveglia?

E allora: prima gli ignobili insulti dei Carc. Poi la convocazione in Procura di Gallera e Fontana. L’attacco frontale sferrato soprattutto contro il governatore lombardo ha ormai assunto risvolti umanamente e penalmente inaccettabili. Ora, solo dopo numerose iniziative discutibili intraprese e rilanciate dallo stesso primo cittadino di Milano, Beppe Sala, il Partito democratico interviene attraverso la reprimenda della Roggiani. Ma dov’era il Pd quando il sindaco sbandierava passeggiate e aperitivi per la città infestata dal Covid? Dov’era il Pd quando il numero uno in città invitata i milanesi a passeggiate e cene nella Chinatown meneghina? Quando a suon di effetti speciali e prodigi social Sala s’inventava la preghiera dal Duomo? E, soprattutto, dov’erano tutti quando leoni da tastiera, antagonisti, hacker e qualunque istigatore d’odio, armato di pc o vernice, trasformava in un una sorta di «discarica» il web e i muri della Lombardia? Chi minaccia e insulta va fermato. E subito. Il dolore, la paura, il lutto, sono cose terribili. La strumentalizzazioni politica è indifendibile.

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