Fontana, veleno contro di me: stampa e istituzioni mi hanno chiamato serial killer. Antagonisti? Solo gli ultimi

sabato 16 maggio 11:03 - di Redazione
Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana foto Ansa

Ci risiamo. Ancora una volta il dramma Lombardia diventa occasione di strumentali attacchi a governatori e partiti di cui sono emanazione. J’accuse sanguinosi quanto faziosi. Gli aggressori più feroci: gli antagonisti. La vittima prediletta? il governatore Attilio Fontana. Basterà mettere insieme questi due dati. Incrociarli nel segno della violenza verbale, e il risultato è una barbara offensiva a verità (ancora in corso di accertamenti giudiziari). Buon senso. Buon gusto.

«Fontana assassino»: spregevole attacco degli antagonisti al governatore

Ma andiamo con ordine. Al centro della vexata quaestio la gestione dell’emergenza Covid-19 di Fontana e della giunta leghista della Regione Lombardia. Una gestione definita dagli accusatori di turno, molto più che avversari politici, «criminale». A lanciare gli strali il Partito dei Carc per il governo di Blocco popolare, che non si fa attendere dopo le polemiche per la frase “Fontana assassino” che “abbiamo scritto” lungo il naviglio Martesana», affermano. E su cui aggiungono pure: un’imputazione vergata «a caratteri belli grossi. In modo che fosse ben visibile e non ci potessero essere fraintendimenti. Dire la verità è un atto rivoluzionario», rilanciano gli antagonisti rispolverando lessico e aggressività vecchio stile. E poi proseguono: «Ha portato a morti evitabili. Ha alimentato il contagio evitando le misure necessarie a contenerlo (tamponi per tutti, distribuzione di mascherine gratuita annunciata poi non fatta). Ha mandato a morire i nostri anziani nelle Rsa. Fontana e il suo partito hanno sulla coscienza 15.000 morti in Lombardia».

La replica di Fontana: tutto questo dimostra che il clima non è quello giusto…

«Mi è dispiaciuto, dimostra che il clima non è quello giusto. Quello che dovrebbe esserci per rispetto dei ripetuti inviti del presidente della Repubblica. È conseguenza di quel clima». Lo dice il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, in un’intervista al Giornale dopo le scritte contro di lui siglate dalla sinistra estrema. E se frasi come serial killer «vengono dette dai giornali o nelle istituzioni, il clima non può che peggiorare». L’ostilità che si registra è di fatto un attacco «di natura politica. Non mi sembra che ci siano dubbi: le accuse sono infondate o fondate su menzogne. Tutto viene visto in modo negativo. Ma vorrei sottolineare che alla fine questo clima si riversa contro la Lombardia».

Contro di me campagne di odio

Non solo. Secondo il governatore «se in un momento di emergenza drammatica, anziché riunirci e combatterla, ci si mette da subito a lanciare accuse. Cercare responsabili. Mettere in pessima luce chi sta lavorando, siamo su un piano che non fa il bene del Paese». Fontana ricorda che «dal primo giorno lavoro per ottenere l’autonomia prevista dalla Costituzione. Per questo sono stato attaccato in tutti i modi, anche con campagne stampa vergognose. È un dato di fatto. Sono stato accusato di essere uno sfascista, causa di una crisi economica. Prima di essere razzista perché ho chiesto delle misure. Poi improvvisamente mi hanno accusato del contrario, di essere superficiale. Dimostra che il problema non è il merito, ciò che faccio, ma chi sono».

In Lombardia come a Madrid e New York…

Per il presidente della Regione l’unico nostro obiettivo «è affrontare i problemi. Fermare il contagio e salvare vite. Noi ci siamo trovati ad affrontare una situazione che non trova paragoni, se non a Madrid, a New York». Quanto all’ospedale in Fiera «è stata un’opera di programmazione, approvata anche dal governo. È stato fatto nelle Marche, in Emilia, a Berlino. Noi non dobbiamo ridurre il numero delle terapie intensive, ma molte dovranno essere smantellate».

Ce n’è per tutti: le accuse dei Carc al sindaco Sala

Beceri murales. Ingiurie gravissime. Reiterate a più riprese. Estremismi pericolosissimi. Messaggi rivendicati dal Partito dei Comitati di appoggio alla Resistenza per il comunismo, che hanno sollevato una solidarietà trasversale da parte della politica. «Il sindaco Sala, sollecitato a intervenire, dichiara che «trova intollerabile additare Fontana come assassino». E subito gli antagonisti replicano: «Ma (…) non trova intollerabili le multe ai ristoratori che protestavano, nel rispetto delle norme anti-contagio, all’Arco della Pace. Quello che è intollerabile, sindaco, è che Milano il 15 maggio si è svegliata allagata a seguito di un nubifragio che ha fatto esondare i tre fiumi della città. E la sua priorità dovrebbero essere le condizioni del Policlinico. Dei lavoratori e dei pazienti del reparto di terapia intensiva allagato ed evacuato, non una scritta», si legge nel lungo comunicato della federazione lombarda, sezione di Milano- Nord Est. Insomma, ce n’è per tutti…

Le recriminazioni contro la reazione della consigliera Silvia Scurati

Non solo. dopo gli attacchi ai vertici dell’amministrazione lombarda, questi antagonisti violenti passano alla consigliera regionale della Lega, Silvia Scurati, che in diverse dichiarazioni ha bollato murale e accuse come inaccettabili messaggi violenti. Anche a lei, questi ribelli contro l’autorità costituita, lanciano i loro stracci a mezzo comunicato. «Trova la nostra scritta un messaggio violento? In Lombardia le uniche violenze le ha perpetrate il suo partito ai danni degli anziani delle Rsa e dei lavoratori della sanità mandati a lavorare senza protezioni. Non abbiamo sentito da nessuno di questi signori parole di solidarietà per gli anziani morti nelle Rsa e per le loro famiglie. Non li abbiamo sentiti prendere le parti dei lavoratori che sono stati licenziati al Don Gnocchi o stanno subendo provvedimenti disciplinari per aver denunciato cosa avveniva dentro le residenze per anziani», prosegue il messaggio sul sito.

La solita conclusione: l’appello alla “mobilitazione”

Che poi conclude: «Abbiamo sentito solo tanti scaricabarile». Quale l’invito dei Carc, allora? La solita mobilitazione. Il solito appello alla rivolta di piazza: l’invito del Partito dei Carc ai sostenitori lombardi è a «10, 100, 1000 mobilitazioni per le dimissioni di Fontana e Gallera. Le priorità che abbiamo di fronte rimangono la limitazione dei contagi. La cura degli ammalati e, a discendere da questo, le misure necessarie a fare fronte all’emergenza economica e sociale». Ci mancavano solo loro…

Commenti

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  • Elena 16 maggio 2020

    Poveretti….come si fa a commentare. Si commentano da soli. Persone di basso livello culturale, e con qualche problema di carattere psicologico, affettivo

  • Mimu’ 16 maggio 2020

    I SOLITI PEZZENTI LAZZARONI CHE INFETTANO LE CITTÀ CHE LI OSPITANO
    DEI PARASSITI CHE CERCANO LO SCONTRO FISICO PRIMA O POI LO AVRANNO E POI LE LORO MAMMA CHE LI HANNO CRESCIUTI PIANGERANNO
    X NON AVERGLI REGALATO UN TESTO DI EDUCAZIONE CIVICA .

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