Fioramonti contro la Azzolina: «Non ho buoni rapporti con lei, errori imperdonabili sulla scuola»

venerdì 5 giugno 8:40 - di Massimo Baiocchi
Fioramonti

«Sono stato al ministero anche molto disponibile per fare il cosiddetto passaggio delle consegne. Ma la Azzolina non si è mai presentata. Alla fine sono andato via e non ci siamo più sentiti». A parlare è l’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. «Non credo che ci sia un buon rapporto, non c’era neanche prima. Il rapporto tra successore e succeduto non è mai ottimo».

Fioramonti: «Non si gestisce in quel modo…»

«Tra di noi – aggiunge a “Circo Massimo” su Radio Capital, «le impostazione sono state sempre molto diverse. Secondo me stanno commettendo degli errori imperdonabili perché la scuola in un momento di difficoltà non si può gestire con un pugno di ferro. Soprattutto poi quando non si hanno le caratteristiche per farlo».

La didattica a distanza

«La didattica a distanza può anche andare bene come integrativa, complementare. Però non funziona come didattica vera e propria. Non funziona soltanto in Italia ma in tutto il Mondo», dice Fioramonti. «Gli studi fatti in questi mesi ci dicono che la didattica a distanza raggiunge, quando va bene, il 40% degli impatti della didattica in frequenza. Purtroppo l’approccio del governo è stato improvvisato su tantissimi punti e continua ad esserlo».

La mancanza di programmazione

Ad esempio, «non ha dato linee guide. La scuola è stata buttata in questa cosa dicendo “cavatevela”. In Italia abbiamo chiuso per primi e riapriremo per ultimi. E non c’è alcun dato che ci dice che riusciremo ad aprire a settembre veramente in presenza e senza problemi. La scuola in Italia va finanziata», incalza Fioramonti. «Va programmata e questo va fatto prima per prevenire le crisi. La scuola invece è sempre l’ultimo tema del dibattito politico». Basti pensare che nel dl Rilancio «si mettono tre miliardi ad Alitalia e 1.4 alla scuola».

Fioramonti: «Fanno bene a scendere in piazza»

Secondo l’ex ministro, «bisogna far diventare la scuola un tema di posizionamento politico della popolazione. Deve diventare qualcosa per cui vale la pena fare la politica. Su questo le famiglie fanno bene a lamentarsi, i sindacati a scendere in piazza e gli ragazzi a rivendicare una centralità. Senza scuola non c’è futuro».

I concorsi per le cattedre

I concorsi, spiega Fioramonti, «andrebbero fatti regolarmente e per tutte le cattedre necessarie. Il problema è che sono 20 anni che il governo e lo Stato prendono in giro la scuola. Si fanno concorsi con ritardo e con meno posti necessari. E quindi hanno costruito un sistema che si basa sullo sfruttamento dei precari. Bisogna fare una programmazione seria».

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