Esami di maturità, anche quest’anno strafalcioni ed errori incredibili. Ecco i più clamorosi

martedì 23 giugno 9:22 - di Roberto Mariotti
esami di maturità

Come ogni anno, gli esami di maturità hanno avuto il loro carico di strafalcioni. Errori incredibili, che non avrebbero commesso nemmeno gli studenti appena iscritti alla prima media.  L’anomala edizione 2020 non fa eccezione. La prova in forma ridotta – senza scritti ma con il solo colloquio orale – ha arricchito il catalogo degli “orrori”. A raccogliere i più clamorosi è il sito Skuola.net.

Esami di maturità, gli errori in letteratura

Tra le protagoniste del maxi-orale c’è sicuramente la letteratura italiana. L’analisi del testo – in sostituzione del primo scritto – è uno dei passaggi obbligatori del colloquio. Impossibile che qualcuno non cadesse in modo rovinoso. Come quel ragazzo che ha attribuito Se questo è un uomo a Italo Calvino. Un dolore (postumo) in più per Primo Levi; proprio lui che ha vissuto direttamente la tragica esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz. Meno fragoroso, ma ugualmente grave, lo scivolone di un altro maturando. Era convinto che Rosso Malpelo, novella di Giovanni Verga, in realtà fosse stata scritta da Giovanni Pascoli. Lo avrà confuso il nome di battesimo?

Gli incredibili “innamorati” di Silvia

Ma non è tutto: scorrendo i resoconti degli esami di maturità 2020 si scopre anche che la famosa Silvia non è stata oggetto delle attenzioni del solo Giacomo Leopardi, che le dedicò, appunto, l’ode A Silvia. Perché, secondo qualche studente, le stesse identiche parole d’amore sono state scritte sia da Francesco Petrarca sia, ancora una volta, da Pascoli. Un gigantesco abbaglio.

Risposte tra il comico e il ridicolo

A volte, poi, lo smarrimento agli esami di maturità diventa totale. Sfiorando la gag comica. C’è chi, ad esempio, ha detto che Pirandello era un esponente della pittura espressionista. Chi il titolo della poesia “X Agosto” di Pascoli lo ha letto esattamente com’è scritto: “Ics Agosto” (a questo punto è chiaro che i maturandi si sono messi d’accordo per accanirsi contro il povero Giovanni). Infine, l’immancabile classico di ogni esame di quinta: Gabriele D’Annunzio?  Che domande, il caposcuola degli “estetisti” (e non degli “esteti”).

Esami di maturità, “distorta” anche la Storia

Un posto d’onore nella classifica degli strafalcioni da maturità riescono sempre a ritagliarselo gli sfondoni di storia. Più che una materia un campo minato, dal quale spesso i ragazzi non escono indenni. Stavolta i picchi si raggiungono quando si legge di studenti che sostengono che le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki sono state sganciate durante la Prima Guerra Mondiale. O che, anche quando azzeccano il conflitto giusto (il Secondo), ne attribuiscono la paternità all’esercito nazista.

Le date, un vero disastro

E poi le date, vero tallone d’Achille di decine di maturandi. In molti casi l’errore può essere perdonato, in altri decisamente meno. Una breve rassegna riesce a spiegare meglio le proporzioni del disastro. Il crollo del Muro di Berlino? Nel 1948, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale (quando non era stato nemmeno costruito). L’entrata in vigore della Costituzione Italiana? Nel 1968 (vent’anni dopo rispetto a quanto c’è scritto sui libri). La caduta del fascismo? Nel 1973.

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