Dl Rilancio, Meloni: “Via mance e amenità. Ecco le nostre 1000 proposte per imprese e famiglie” (video)

martedì 9 giugno 15:12 - di Redazione
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Un decreto “lontano anni luce dalle esigenze del Paese”, dal quale come primo passo vanno eliminate “tutte le mance, le amenità e le misure del decreto che nulla hanno a che vedere con l’emergenza”. A dirlo è stata Giorgia Meloni, presentando i circa mille emendamenti di FdI al decreto Rilancio. Troppi? “La maggioranza ne ha presentati molti di più“, ha chiarito la leader di FdI, sottolineando così che il decreto lascia tutti insoddisfatti. Tra prebende e misure inutili, infatti, il testo manca di una direzione precisa ed efficace, che invece – ha sottolineato Meloni – si può dare lungo tre precise direttrici: “Difesa dei posti di lavoro; sostegno alle imprese e ai lavoratori autonomi; sostegno a famiglie e persone in difficoltà“.

Le proposte di FdI a difesa dei posti di lavoro

Insieme al capogruppo Francesco Lollobrigida e al responsabile Economia, Maurizio Leo, la presidente di FdI ha presentato gli emendamenti in conferenza stampa, soffermandosi punto per punto su come attraverso queste proposte si possa dare concretezza alle tre “linee guida”. Per la difesa dei posti di lavoro FdI propone, dunque, la riduzione del cuneo fiscale in favore delle imprese colpite dall’emergenza: l’eliminazione totale, per il periodo dell’emergenza, dell’obbligo di accordo sindacale per l’accesso alla Cassa integrazione guadagni ordinaria e in deroga; la sospensione dei contributi sindacali per i lavoratori in Cassa integrazione; l’ampliamento della durata della Cassa integrazione almeno fino al termine del blocco dei licenziamenti previsto dal decreto Rilancio”. Ci sono poi proposte sulla flessibilità dal lavoro: sospensione totale, per tutto il 2020, del Decreto Dignità anche per i contratti a tempo determinato; libertà di voucher in tutti i settori produttivi; libertà di voucher almeno in agricoltura.

Sostegno a imprese e autonomi

Per il sostegno a imprese e autonomi, FdI propone di inserire nel dl Rilancio la sospensione dell’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale per il periodo d’imposta 2020 e abolizione del limite all’uso del contante; l’eliminazione del minimo contributivo previdenziale Inps per artigiani e commercianti; la riduzione al 5% dell’aliquota IVA per settore alberghiero, somministrazione e trasporto passeggeri. E ancora: sostegno al settore turistico, utilizzando i 2.4 miliardi del bonus vacanze per attivare un meccanismo in grado di supportare concretamente gli operatori del sistema ricettivo; raddoppio del fondo per la tutela dei marchi storici italiani; estensione del contributo a fondo perduto anche a professionisti (ordinistici e non) e ai lavoratori dello spettacolo; riduzione ritenute alla fonte sui redditi di lavoro autonomo (10% per i lavoratori autonomi senza dipendenti e 5% per i lavoratori autonomi con dipendenti); proroga congrua dei termini di versamento dei tributi; unificazione degli anni fiscali 2019/20.

Commenti

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  • Bruno Cirio 10 giugno 2020

    Occhio che questi, prima approvano le loro utopie ( in primis il bonus del 110% sui restauri ), e poi trovano il modo di far cadere il governo dando la colpa all’opposizione lasciando al nuovo governo oneri insostenibili. Ed il fallimento sarà di nuovo copa della destra.

  • Gennaro 9 giugno 2020

    A questi sinistri non frega nulla della morte dell uomo afroamericano tantomeno di Pamela il loro obbiettivo e quello di raccogliere più visibilità mediatica possibile cosa che non sarebbe accaduta rimpiangendo Pamela. Sono i soliti comunisti al caviale dalla ferocia staliniana .ricordiamo che il compagno Stalin appunto ha ammazzato più comunisti di qualunque altro avversario politico

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