Da  Vanzina a Di Battista: «Con questo andazzo, tolgono pure i film western e le piscine “fasciste”»

sabato 13 giugno 9:32 - di Gianluca Corrente
Vanzina

«Sono nato in una famiglia liberale». A parlare è Enrico Vanzina. Quella decisione della HBO di rimuovere dal catalogo Via col Vento non gli va giù. Il film rappresenterebbe l’America razzista, quindi zac, si toglie. Assurdo, inaccettabile. «Alla base della mia educazione c’è l’antirazzismo». Ma se si segue quella logica. «bisognerebbe abolire anche i film western e quelli sull’antica Roma».

Vanzina: «Colpa del radicalismo di sinistra»

Lo sceneggiatore e produttore cinematografico ne parla a Radio 24. Decisione emblematica di «un certo radicalismo di sinistra che non è riuscito a modificare il presente né il futuro come vorrebbe. E allora se la prende con il passato. Questo accanimento sul passato è il segno della frustrazione di chi non riesce a incidere sul presente. Poi», aggiunge Vanzina, «abbiamo tutta una serie di giovani in questo momento che non conoscono il passato. Valutano e si confrontano soltanto con il presente. E immaginano che il passato si possa cancellare».

«Cancellare non serve a nulla»

«La storia è controversa e piena di contraddizioni ma è su  questo che va avanti il mondo», continua. «È vero che c’è una situazione razziale esplosiva e vergognosa nella società americana. Però cancellare non serve a nulla. Serve solo a compattare frange estremiste di segno opposto che su questo gesto forte si ricompattano e fanno nascere cose molto più pericolose». «Se si entra in questo meandro della cancellazione, non ne usciamo più vivi e diventa tutto ridicolo. La storia deve spiegare gli errori fatti, non cancellarli. Questo è talmente evidente che rende il dibattito scontato su temi che non hanno senso».

Dopo Vanzina, l’ironia di Di Battista

Ironico e critico anche Alessandro Di Battista. «Ma sì, buttiamo giù tutto. La statua di Montanelli e poi il Foro italico. Nelle piscine del Ventennio bambini e ragazzi nuotano ancora oggi. Ma che sarà mai, troveranno di meglio. Demoliamo, mattone dopo mattone, come fosse la Bastiglia, il Palazzo di giustizia di Milano. Vedrete che anche qualche tangentaro scenderà in piazza per festeggiare la distruzione di quell’edificio fascista e manettaro progettato da Piacentini».

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