Da Sofia in Italia, avevano colpito in 18 città: sgominata banda di “pendolari” bulgari

mercoledì 17 giugno 16:15 - di Davide Ventola

Con l’operazione “Speed Team” i carabinieri del comando provinciale di Siena hanno sgominato un gruppo criminale composto da nove bulgari, dedito a furti e ricettazioni. Coadiuvati dalla polizia di Sofia, i militari senesi hanno eseguito, fra Italia e Bulgaria, 9 mandati di arresto europei in carcere per associazione per delinquere accusati di una quarantina di furti. In totale sono sedici gli indagati nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dalla Procura senese, sulla banda che aveva messo a segno numerosi colpi in capannoni industriali del centro nord d’Italia e sulla costa adriatica.

Specializzati nei furti all’interno dei capannoni

I ladri trasportavano la refurtiva, spesso merce “di alto valore tecnologico”, su tir diretti in Bulgaria. L’indagine era iniziata circa un anno fa. L’operazione è stata condotta dal sostituto procuratore Siro De Flammineis, in collaborazione con la polizia bulgara. Secondo il gip del Tribunale senese, i 9 bulgari sono ritenuti “componenti di un gruppo criminale ben strutturato ed organizzato”. I carabinieri hanno arrestato cinque persone nelle province di Monza e Bergamo e quattro in Bulgaria. Il modus operandi utilizzato dalla banda? Era “basato su una continua interscambiabilità dei ruoli nel compimento degli illeciti tra i componenti”. Ed è risultato molto versatile. La gang ha sicuramente colpito in almeno 40 episodi di furto. Ha effettuato un vero e proprio giro d’Italia del crimine. In particolare, nelle province di Siena, Arezzo, Ancona, Ravenna, Verona, Brescia, Pesaro Urbino, Milano, Lecco, Rovigo, Padova, Piacenza, Firenze, Parma, Macerata, Asti e Teramo nell’arco temporale tra settembre 2018 e aprile 2020.

Nove bulgari e altre dieci persone indagate

Grazie all’apporto della polizia bulgara sono stati individuati in Bulgaria i canali di ricettazione dei beni asportati, per un valore di circa due milioni di euro. In particolare, gli arrestati, dopo aver individuato gli obiettivi da colpire, selezionati accuratamente tra imprese che utilizzano macchinari di ultima generazione, auto articolati o che lavorano l’ottone, predisponevano delle batterie operative. Gang composte da trasfertisti abitualmente domiciliati in Bulgaria. I “pendolari” raggiungevano l’Italia per portare a termine il colpo. I beni trafugati sono stati tutti di importante valore economico perché strategici per lo svolgimento dell’attività industriale delle numerose aziende colpite. I carabinieri hanno indato altre dieci persone per gli stessi reati. Nel corso delle indagini gli uomini dell’Arma hanno già arrestato 2 bulgari e un terzo era già in carcere per altri reati.

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