Coronavirus, si spera nel “candidato vaccino”: firmato l’accordo per averlo entro fine anno

sabato 13 giugno 17:03 - di Luciana Delli Colli
vaccino

Potrebbero arrivare entro fine anno le prime dosi di vaccino anti-Covid. A darne l’annuncio è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza. Si tratta di una fornitura da 400 milioni di dosi per tutta Europa sottoscritta con i suoi omologhi tedesco, francese e olandese, nell’ambito del lavoro dell’Inclusive Vaccines Alliance europea. Il vaccino, o più precisamente “il candidato vaccino”, nasce dagli studi dell’Università di Oxford. E, secondo quanto detto da Speranza, “coinvolgerà nella fase di sviluppo e produzione anche importanti realtà italiane”.

Si spera nella sperimentazione, ma mancano certezze

Le tappe che dovrebbero portare alla distribuzione del vaccino, non solo in Europa ma su scala mondiale, prevedono che la sperimentazione su 10mila volontari adulti in Gran Bretagna si concluda in autunno. Poi è prevista la distribuzione entro fine anno. Allo stato attuale, però, non ci sono certezze, come ammesso dallo stesso ministro della Salute. “Stiamo parlando del candidato vaccino più promettente, anche se non c’è certezza assoluta, che è nato nei laboratori dell’Università di Oxford”, ha chiarito Speranza.

Si punta a 2 miliardi di dosi su scala mondiale

In particolare, il candidato vaccino è quello di Astrazenca. L’azienda “si è impegnata per assicurare la produzione di 2 miliardi di dosi su scala globale”, ha spiegato Lorenzo Wittum, presidente di AstraZeneca Italia. Lo stesso Wittum si è detto fiducioso, ma ha mostrato comunque cautela sull’esito della sperimentazione. “Aspettiamo fiduciosi i risultati della sperimentazione perché solo allora, se saranno positivi, questo accordo e l’impegno di tutti i partner coinvolti avrà pieno significato. E la speranza di ritornare alla normalità sarà concreta”.

Come funziona il “candidato vaccino”

Il vaccino, ha spiegato l’azienda, “utilizza un vettore virale di scimpanzé con deficit di replicazione basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus), che causa infezioni negli scimpanzé e contiene il materiale genetico della proteina spike Sars-CoV-2. Dopo la vaccinazione, si produce la proteina spike superficiale, la quale attiva il sistema immunitario affinché attacchi il virus Covid-19 se questo dovesse in seguito infettare l’organismo”. “Il vettore adenovirus ricombinante (Chadox1) – ha chiarito AstraZeneca – è stato scelto per generare una forte risposta immunitaria già da una singola dose e non è replicante, non può quindi causare un’infezione nell’individuo vaccinato. I vaccini prodotti con il virus Chadox1 sono stati finora somministrati a oltre 320 persone e si sono dimostrati ben tollerati. Sebbene – ha precisato l’azienda – possano causare effetti indesiderati temporanei, come febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolore al braccio”.


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  • GIORGIO MARIA BORGATO 15 giugno 2020

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato . E TANTOMENO IL TUO COMMENTO . Sono anni che leggo Il Secolo d’Italia e sono amareggiato per la china della qualità del giornale . Articoli che spesso riportano acriticamente opinioni di emeriti dementi del governo o delle taskforce , l’assenza di una posizione verso la colossale truffa dei vaccini , articoli illeggibili per sintassi e arzigoggoli di maniera , senza nessuna vera notizia e tantomeno nessuna indicazione critica . Sono deluso e abbandono questo foglio che consideravo un baluardo della verità .
    Al direttore e a tutta la redazione , tanti saluti .

    • Francesco Storace 15 giugno 2020

      Grazie, ma noi riportiamo notizie

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